Xi Jinping-Takaichi: i due grandi rifiuti. Trump flop

venerdì, 31 Ottobre 2025
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La campagna di Trump nel vasto e profondo continente asiatico non é stata un successo. Il presidente degli Stati Uniti e il leader della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping si sono incontrati di persona nella base aerea di Busan in Corea del Sud dopo svariati anni. Il bilaterale é durato poco più di un ora e mezza. Dopo il faccia a faccia i due leader non hanno voluto rilasciare una dichiarazione congiunta. Brutto segno. Significativo é stato il comportamento dei due leader dopo e durante il vertice. Trump ha rilasciato dichiarazioni roboanti, definendo il vertice con Xi Jinping “un grande successo”. Ha poi annunciato la riduzione dei dazi alla Cina dal 57% al 47% e un prossimo futuro accordo sulle terre rare. Più scarni e di basso tono i commenti del leader cinese, che ha elogiato Trump per l’accordo di pace raggiunto a Gaza e ha sostenuto che Usa e Cina devono essere “partner e amici”, anche se non sempre hanno una coincidenza di vedute. Pace fatta Tra Stati Uniti d’America e Cina? Si direbbe di no. Le controversie tra le due grandi potenze mondiali – Usa e Cina – rimangono insolute. D’altronde non si poteva neanche pretendere che in un’ora e mezza fossero appianate tutte le divergenze, che si sono accumulate fino ad ora. Soprattutto deve essere sottolineato il fallimento del cruciale progetto geopolitico statunitense: separare la Cina dalla Russia, rompendone l’alleanza, particolarmente quella militare. Finora tutti i tentativi in tal senso di Donald Trump hanno ottenuto l’effetto contrario: la partnership tra Russia e Cina é sempre più stretta. Questa faccenda per gli Usa é fondamentale. Come hanno infatti confermato tutti gli istituti di studi geopolitici e strategici americani, in un’ipotetica terza guerra mondiale, che sembra ormai imminente, le potenze angloamericane non possono vincere contro Russia e Cina messe insieme. Anche con il Giappone, alleato asiatico per eccellenza degli Stati Uniti, le cose non vanno meglio. Trump ha chiesto al governo giapponese di non acquistare più il gas russo. Ma, la premier giapponese Sanae Takaichi ha risposto al presidente degli Stati Uniti che il Giappone non può permettersi di rifiutare l’acquisto di Gnl russo. Anche a Tokyo l’aria é cambiata. Vengono prima gli interessi giapponesi e poi l’alleanza strategica con l’Occidente. Insomma non sembra che le campagne asiatiche di Donald Trump abbiano avuto grande successo, non solo con Cina e Giappone, ma anche con l’India, che ha rifiutato di isolare la Russia.

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