Più Libri più Liberi, l’antifascismo giurassico di Zerocalcare & Compagni

giovedì, 4 Dicembre 2025
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Allarmi son fascisti, e pure mezzi nazisti: di nuovo risuona il grido degli indignados politicamente corretti. Non ci sarebbe da occuparsene più di tanto se non fosse che stavolta ci troviamo di fronte a un caso così sgangherato da non poter essere sottaciuto. Lo scenario è la manifestazione Più Libri più Liberi. Il coro urlante è composto dal fumettaro Zerocalcare e da una novantina di intellettuali antifascistissimi.

Che è successo di tanto esecrabile? Che tra gli editori della fiera del libro che si è aperta oggi alla “Nuvola” di Fuksas all’Eur compare anche Passaggio al Bosco, casa editrice vicina a CasaPound. Tanto è bastato perché queste anime belle dell’antifascismo d’annata si sentissero profondamente turbate e firmassero un “appello” contro il suddetto editore, che avrebbe l’imperdonabile torto di esibire in catalogo il «Pantheon del nazifascismo».

Tra i firmatari nomi famosi come quello dello storico Alessandro Barbero (ma perché non si occupa di quello che sa, cioè il Medioevo?) o dello scrittore Antonio Scurati (ormai ha fatto fortuna con tutto quello che riguarda Ventennio e dintorni).

Il più attivo è però il suddetto fumettista, il quale dichiara su Instagram di rinunciare a partecipare alla mostra perché non intende condividere lo «spazio» con i «nazisti». Teme forse che trovarsi a svariati metri dallo stand di Passaggio al Bosco possa fargli correre il rischio di buscarsi il virus dell’estrema destra? No, probabilmente non gli andava più di andare a Più Libri più Liberi e ha pensato bene di nobilitare tale defezione con la proclamazione di fede antifascista.

A voler essere ancora più maliziosi, verrebbe da pensare che Zerocalcare sia stato colto dal dubbio morettiano “mi si nota più se vengo o se non vengo?” e abbia alla fine optato per la seconda soluzione. Temendo però di passare comunque sotto silenzio, avrà immaginato di enfatizzare la sua assenza con l’attacco all’aborrita casa editrice casapoundiana.

Qualsiasi possa essere la motivazione, è certo che questo appello antifascista fa ridere anche le papere. Primo perché è roba da preistoria giurassica (a quanti italiani al di sotto dei cinquant’anni può interessare l’opposizione fascismo-antifascismo?). Secondo perché questo appello politicamente corretto ha regalato a Passaggio al Bosco una visibilità del tutto insperata: è infatti assai probabile che lo stand di questa casa editrice risulterà alla fine frequentatissimo.

Né Zerocalcare né gli altri insigni antifascisti sembrano aver ancora capito alcune verità fondamentali: le idee non si censurano, le idee, anche le meno condivisibili, sono libere come l’aria e anzi, più provi a fermarle, più si diffondono.

Non hanno soprattutto capito una verità elementare: quando si rimane a corto di idee (e per gli intellettuali è un rischio costante) non serve a nulla demonizzare le idee altrui. La creatività non si rilancia così: rimane sempre zero, anzi… Zerocalcare.

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