Zelensky arriva a Roma in una girandola di appuntamenti che porteranno il premier ucraino prima dal Papa a Castel Gandolfo poi a Palazzo Chigi con la Meloni per alcuni incontri importanti che ribadiscono la vicinanza di intenti tra Ucraina e Italia. Ma purtroppo nonostante questo ormai il leader ucraino a detta di rumors ed esperti di politica internazionale è sempre più isolato in una condizione che lo vede tra due fuochi quello Europeo e quello filo russo sempre già coalizzato con gli Stati Uniti di Donald Trump. Che il piano di pace siglato dall’inquilino della Casa Bianca sia un detonatore pronto ad esplodere lo pensano tutti più che altro portrerebbe fuori da ogni condizione di supremazia il Vecchio Continente. L’isolamento dei facinorosi che appoggiano l’Ucraina è da soppiantare secondo l’idea di Putin e così anche il premier Zelensky al momento risulta camminare in acque non proprio sicure. La distanza infatti fra le sponde dell’Atlantico sembra dilatarsi a ogni passo del negoziato per l’Ucraina. Gli Usa da una parte sempre più allineati a Mosca, e i leader europei, impegnati a evitare che la trattativa deragli in una resa a Putin, avanzano su binari ormai divergenti. La nuova bozza di accordo intanto è attesa in mattinata: un testo ibrido, che tenta di tenere insieme l’abbozzo iniziale di Washington e la riscrittura portata avanti dai principali capi di governo europei. Non è affatto scontato che la Casa Bianca la gradisca, soprattutto dopo che l’entourage di Donald Trump, con il figlio in prima linea, è tornato a definire il Vecchio Continente un peso eccessivo per gli Stati Uniti nei negoziati con Mosca. Il Cremlino inoltre ha escluso la possibilità di un incontro fra Trump e Putin prima di fine anno. Un modo per non scoprire le carte? Di sicuro così facendo si lascia l’Ucraina completamente isolata in fase di trattative. E mentre il leader ucraino è atteso stamane dal Papa e dalla Meloni a Roma, Zelensky ieri a Londra ha incontrato Starmer, Macron e il cancelliere tedesco Merz è prevalsa una comunicazione controllata, si è parlato di necessità di compromessi purché non si oltrepassino le linee rosse territoriali cioè la rinuncia a cedere alla Russia territori che non siano già stati conquistati militarmente. il controllo del Donbass resta un punto non negoziabile e qualsiasi accordo di pace dovrà includere garanzie di sicurezza robuste, vincolanti. Da qui la richiesta — avanzata da fonti ucraine — che gli impegni americani passino dal vaglio del Congresso. Questa mattina Zelensky è atteso a Castel Gandolfo per un incontro con Papa Francesco: un colloquio che, al di là dei dossier diplomatici, punta a riattivare il canale umanitario e a rilanciare l’appello vaticano per una pace giusta, non imposta.



