Ucraina, Conte: “Europa disorientata, lasciamo trattare Trump”. Sinistra esplode | Video

mercoledì, 10 Dicembre 2025
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Giuseppe Conte torna ad infiammare il dibattito politico sulla guerra in Ucraina all’indomani dal vertice tra Zelensky e Meloni, accendendo anche un fronte interno all’opposizione. A margine di una conferenza stampa alla Camera, il leader del Movimento 5 Stelle rispondendo ai microfoni de Lo Speciale ha attaccato duramente Bruxelles e Roma, sostenendo che l’Europa è completamente disorientata.

Ucraina, Conte demolisce la linea dell’Europa

Conte è stato lapidario rispondendo alla nostra domanda: “L’Europa è completamente disorientata, non si è capito qual è la linea. Purtroppo aveva una sola linea, questa è la realtà: la vittoria militare sulla Russia. Hanno scommesso su questo e oggi non c’è nessuna alternativa”. Un impasse che, secondo Conte, ha portato l’Europa a rinunciare al ruolo di protagonista nei negoziati: “A questo punto lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti”.

Conte attacca anche l’approccio militare adottato dall’Occidente nei due anni di conflitto. “Il governo italiano, insieme agli altri governi europei, ha fallito puntando tutto sulla scommessa militare della vittoria dell’Ucraina sulla Russia, a colpi di invii di armi e di spese militari”, sostiene l’ex premier. E sulla premier Meloni aggiunge: “Da un lato c’è chi vorrebbe continuare una guerra per procura senza riuscire nemmeno a trovare le risorse per finanziarla. Dall’altro c’è chi, come Giorgia Meloni, rimane nel mezzo silente, cercando di capire quale sarà la soluzione migliore da rivendicare”.

Le reazioni a Sinistra

Le parole del presidente M5S hanno provocato reazioni durissime nel campo dell’opposizione. Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha definito “inaccettabili e irresponsabili” le dichiarazioni di Conte, respingendo l’idea che l’Europa avesse giocato una “scommessa”: “Non è l’esito di una partita di calcio, ma il sostegno alla resistenza di un Paese ai confini dell’Unione europea invaso da una potenza come la Russia. Non riguarda solo l’Ucraina, ma il futuro della sicurezza dell’intera Europa”. Magi vede nelle parole di Conte una posizione “vicina a quella di Trump”, ma invita a ricordare che l’Europa politica non dispone ancora degli strumenti decisionali necessari: “Gli europei dovrebbero prendere in mano il proprio destino e fare un salto verso più integrazione, soprattutto sulla difesa. I nazionalisti, invece, mantengono il veto in Consiglio europeo per continuare a dire che l’Europa non decide”.

Critico anche Angelo Bonelli, leader di Avs, che respinge la linea del “lasciare fare a Trump” e sostiene che l’Europa debba imboccare una strada diversa: “Non è possibile una vittoria militare. Abbiamo condannato la guerra criminale della Russia, ma la risposta non può essere il ReArm Eu”. Per Bonelli la priorità è rendere l’Europa autonoma sul piano energetico e tecnologico, evitando una deriva bellicista che rischierebbe di avere conseguenze devastanti: “Il riarmo significa un futuro di ulteriori guerre. Le risorse vanno dirottate su sanità, scuola e ricerca”. Bonelli parla di un “abbraccio estremamente triste” tra Zelensky e Meloni e insiste sulla necessità di perseguire con forza un percorso di pace.

Una posizione diversa, ma altrettanto distante da Conte, arriva da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. Fratoianni invita a non farsi guidare “dalla minaccia del giorno”, ricordando come le dichiarazioni provenienti da Mosca siano ormai costanti. L’obiettivo, afferma, deve essere lavorare a un cessate il fuoco e a una soluzione politica “in grado di stabilizzare la situazione, garantendo la sicurezza dell’Ucraina da un lato e normalizzando le relazioni internazionali dall’altro, per uscire da un clima di guerra permanente”.

Nel PD la reazione è stata rapida e tagliente. Il senatore dem Filippo Sensi, su X, ha commentato: “Ho letto una nota su Europa, Trump e Ucraina che pensavo fosse di Vannacci o Borghi. Sbagliavo”. Sensi ha spiegato che il riferimento è “chiarissimo” alle dichiarazioni di Conte, giudicate inaccettabili e troppo vicine alle posizioni sovraniste e trumpiane.

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