Regali di Natale, giro di affari di 9,5 miliardi: tornano al centro i negozi di prossimità

mercoledì, 24 Dicembre 2025
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Natale

Sono stati quasi 20 milioni gli italiani in cerca degli ultimi doni di Natale che hanno rimesso di nuovo al centro i negozi fisici, tra esercizi di prossimità, supermercati e mercati. Complessivamente, gli italiani hanno speso di 250 euro a persona con un giro d’affari totale di 9,5 miliardi di euro. È quanto emerge dal consueto sondaggio Confesercenti-Ipsos sui consumi degli italiani in occasione delle festività invernali.

Il ritorno nei negozi. L’approccio dei clienti è ormai sempre più multicanale, orientato all’utilizzo di piattaforme eCommerce passando per la grande distribuzione e i negozi di prossimità. L’ultima settimana prima del Natale, però, ha premiato i negozi. A ridosso della scadenza, infatti, il canale fisico beneficia del vantaggio dell’immediatezza: si compra e si porta via, senza tempi e incertezze delle consegne. Nel periodo del Black Friday (da mercoledì 26 novembre a martedì 2 dicembre) la quota di persone che hanno acquistato un regalo nel canale fisico si è fermata al 32% circa. Nei sette giorni successivi (3-9 dicembre) è stata del 39%, mentre tra il 10 ed il 16 dicembre è salita al 47%. Nell’ultima settimana prima di Natale la percentuale di coloro che si sono rivolti a un negozio di prossimità è salita fino al 62 per cento.

La spesa. Dalle risposte degli intervistati emerge un budget mediano assegnato per i doni di 250 euro, per un giro d’affari complessivo stimato di 9,5 miliardi di euro. La spesa è stata più alta tra le persone oltre i 34 anni di età e tra i residenti delle regioni del Nord Italia (300 euro circa). È invece più bassa tra i giovani (200 euro), gli abitanti del Centro (poco meno di 250 euro) e quelli del Sud e delle Isole (200 euro circa).

I regali. In media si sono fatti 8 regali a testa e, contrariamente all’iconografia tradizionale, Babbo Natale è donna: 9 regali in media, contro i 7 degli uomini. La classifica dei doni più ricercati restituisce un Natale ancora molto materiale e tradizionale. In testa ci sono capi d’abbigliamento (44%) e cosmetica, profumi: due categorie ampie, con prezzi scalabili e un buon equilibrio tra “regalo personale” e scelta relativamente semplice. Subito dietro c’è giochi e giocattoli, che restano un pilastro delle feste. Seguono accessori moda, libri, gioielli e bigiotteria. Il regalo legato alla tavola è presente con un peso non marginale: i prodotti gastronomici sono al 23%, quelli da enoteca al 19%. Il 17% sceglierà invece calzature, mentre il 16% arredamento/articoli per la casa, mentre oggettistica, gadget e collezionismo si fermano al 15%. La tecnologia non domina ma è ben distribuita: il 14% ha comprato tecnologia sotto i 150 euro e una quota identica sopra i 150 euro, lo stesso livello di piccoli elettrodomestici e buoni spesa.

Le differenze. Le donne cercano più spesso regali legati alla cura della persona e alla “dimensione personale” dell’acquisto: cosmetica e profumi (49% contro 32% degli uomini), accessori moda (31% contro 22%), giochi e giocattoli (36% contro 30%) e libri (28% contro 23%). Gli uomini, invece, si concentrano di più su tecnologia sotto i 150 euro (18% contro 9%), sopra i 150 euro (17% contro 10%), piccoli elettrodomestici (18% contro 11%), oltre a buoni spesa (16% contro 11%), sport (14% contro 9%) e streaming (10% contro 6%).

I giovani, invece, mostrano una propensione più alta per esperienze, intrattenimento e digitale (streaming 13% contro 6%, eventi 15% contro 10%, viaggi 9% contro 6%) e anche per la tecnologia (18% contro 12%, sia sotto che sopra i 150 euro). Tra i 35-65 pesano di più le categorie tradizionali e l’alimentare: cosmetica/profumi (44% contro 34%), prodotti gastronomici (24% contro 20%), enoteca (20% contro 17%), calzature (18% contro 14%) e buoni spesa (15% contro 11%).

A livello territoriale, i consumatori del Mezzogiorno appaiono più orientati sull’abbigliamento e personali: abbigliamento (47% contro 42% Nord e 43% Centro), cosmetica/profumi (48% contro 37% e 35%). Il Nord emerge per libri e graphic novel (30%) e prodotti gastronomici (28%), mentre il Centro spicca per le esperienze, a partire da viaggi e abbonamenti streaming.

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