Signorini si autosospende da Mediaset. L’esperto: «Non finirà in una bolla di sapone»

martedì, 30 Dicembre 2025
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Mediaset

C’è una mina vagante nel mare magnum della cronaca rosa-opaco. Si chiama Fabrizio Corona e da metà dicembre ha messo sulla graticola Alfonso Signorini, gran cerimoniere del Grande Fratello e uomo-bandiera Mediaset. Lo ha denunciato alla Procura di Milano incolpandolo di aver chiesto favori sessuali ad alcuni giovani desiderosi di entrare nella Casa tanto ambita della tv.
L’ex fotoreporter e imprenditore siciliano dice e ripete che esiste un “sistema-Signorini”. La scintilla, semplicemente, sarebbe partita dal suo mancato invito alla festa per i trent’anni del settimanale Chi, diretto da Signorini. Corona ha accusato pubblicamente “Chi” di ingratitudine e di averlo dimenticato, mentre Marina Berlusconi celebrava l’evento con un articolo sul giornale.

Ma non sono in pochi a ipotizzare che dietro a un possibile “regolamento di conti” tra i due, lo scenario possa essere più ampio e complesso fino a coinvolgere i fratelli Berlusconi, perché un attacco ad Alfonso Signorini mette senz’altro sotto pressione i vertici dell’azienda. Intanto la vicenda ha già avuto uno sviluppo: Signorini si è autosospeso da Mediaset, decisione necessaria, scrivono i legali del conduttore «per fronteggiare queste gravissime condotte illecite orchestrate con il chiaro intento di distruggere l’onorabilità, la rispettabilità e la brillante carriera del dottor Alfonso Signorini». Da parte sua, Mediaset ha accolto la decisione del conduttore «di sospendere cautelativamente il suo impegno editoriale stante l’esigenza di tutelare sé stesso e le persone interessate nella vicenda mediatica in cui è rimasto suo malgrado coinvolto».

Lospecialegiornale ha sentito il parere sulla vicenda di Michelangelo Iossa, 51 anni, nato a L’Aquila, ma napoletano d’adozione, giornalista, scrittore, docente universitario, autore di numerosi libri biografici dedicati ai protagonisti dello spettacolo, tra i quali spiccano quelli sui Beatles.

Iossa, il caso Signorini è la classica tempesta in un bicchier d’acqua tipicamente all’italiana?

«Sinceramente non mi sembra la classica tempesta in un bicchiere d’acqua nel senso che non sarà un semplice “me too all’italiana”. Immagino una vicenda un po’ più ampia. Bisognerà capire se l’inchiesta di Corona alla fine apre uno squarcio limitato al solo cerchio di amicizie di Signorini oppure se si tratta di un modus operandi elevato a sistema come lascerebbe intendere invece Corona nelle puntate del suo podcast “Falsissimo”. Di certo siamo di fronte a una vicenda che si snoda al confine tra diritto di cronaca di informazione e tutela della riservatezza. Un confine evidentemente molto labile. Qui emerge una curiosa situazione. Di fronte a un presunto, è bene sottolinearlo, abuso di potere o di posizione dominante, unica chiave d’accesso a un reality di grande successo come il “Grande Fratello”, c’è stato il singolare atteggiamento dei media che hanno ignorato la vicenda fino a quando non è deflagrata, coinvolgendo Procure e tribunali quando sarebbe bastato almeno inizialmente descriverla come faccenda di colore o di costume. Evidentemente c’è chi ha voluto in qualche modo tutelare reputazione e interessi di Mediaset».

Comunque finisca, è evidente che la querelle abbia gettato un cono d’ombra su Mediaset sul piano della reputazione soprattutto perché Signorini è un uomo bandiera dell’azienda. C’è un disegno preordinato dietro?

«Se ci sia un disegno preordinato oggi è difficile stabilirlo, ma di certo il cono d’ombra calato su Mediaset rischia di ledere la reputazione dell’azienda e la reputazione è uno dei beni immateriali più preziosi di un’azienda. Negli ultimi dieci anni sono scoppiati almeno tre casi di une certa entità, che ho analizzato come docente: il “Dieselgate” della Volkswagen; l’azienda Astrazeneca nella gestione della comunicazione per i vaccini durante il Covid e il Pandoro-gate che ha travolto Chiara Ferragni. Anche in questo caso il riverbero potrebbe essere enorme per Mediaset poiché Signorini è un ambasciatore di quell’azienda. L’effetto zavorra non è da escludere».

Secondo alcune indiscrezioni, Marina Berlusconi avrebbe incontrato personaggi influenti come Letta, Draghi e Confalonieri per valutare il suo ingresso in politica. Secondo lei questa vicenda influenzerà in qualche modo la sua decisione?

«Marina Berlusconi ha naturalmente contatti costanti con Forza Italia e probabilmente la sua famiglia è ancora una delle maggiori finanziatrici del partito. Il suo ingresso in politica garantirebbe continuità a Forza Italia mutuando la grandezza di un cognome. Non so fino a che punto Marina Berlusconi voglia lasciare l’azienda, anche solo momentaneamente, per dedicarsi a tempo pieno alla politica, ma questa è una vicenda che potrebbe farle rompere gli indugi. Non vedo un automatismo né un rapporto di causa-effetto però è una situazione da monitorare».

Lei ha conosciuto sia Signorini sia Corona per intervistarli. Che impressione ne ha ricavato?

«Li ho conosciuti in momenti diversi. Ho incontrato Signorini nel 2008 quando lui era in tour per presentare il suo libro su Maria Callas, era un’occasione formale. Nulla di più. Corona invece l’ho intervistato nel 2016 a Sanremo, in quel momento si muoveva tra una folla di agenti di polizia, mentre un gruppo di ragazze “urlanti” lo osannava. Lo intervistai a Casa Sanremo per conto del Corsera, gli chiesi anche di una sua presunta partecipazione, insieme Valeria Marini, alla festa di un boss della criminalità organizzata. Entrambi, in ogni caso, hanno una fortissima personalità, conoscono molto bene il loro risalto mediatico che in questa occasione ovviamente faranno valere. Da una parte l’affascinante Signorini, impeccabile, istituzionale, volto televisivo, legato ai lustrini e ai riflettori, che incarna la tv del Terzo millennio; dall’altra Corona, figura “eversiva e picaresca” dei media».

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