Prosegue per il quinto giorno consecutivo il blackout che interessa il quadrante sud-occidentale di Berlino, dove migliaia di famiglie e circa 1.200 attività commerciali, tra cui supermercati, negozi, locali e aziende, risultano ancora senza elettricità da sabato mattina per colpa di un attacco terroristico del gruppo anarchico “Vulkangruppe”, che ha dato alle fiamme i cavi ad alta tensione che portavano a una centrale elettrica.
Domenica è arrivata la rivendicazione a firma del gruppo di estrema sinistra che ha ammesso di aver “sabotato con successo” una centrale elettrica a gas a Lichterfelde. Migliaia di famiglie sono state successivamente ricollegate alla rete, mentre l’amministrazione comunale ha dichiarato che l’operatore Stromnetz Berlin mira a ripristinare il funzionamento della rete elettrica entro giovedì 8 gennaio. Nella mattinata del 7 gennaio, circa 20mila famiglie e 850 aziende erano ancora senza elettricità per il quinto giorno consecutivo, con temperature inferiori allo zero. Per il gruppo responsabile l’obiettivo principale era colpire l’industria dei combustibili fossili. Le autorità berlinesi considerano la lettera di rivendicazione autentica, mentre il sindaco di Berlino Kai Wegner (Cdu) ha descritto l’attacco come un atto di terrorismo. «Abbiamo assistito a un attacco terroristico in questa città, un attacco terroristico di sinistra», ha affermato nel corso della conferenza stampa del Senato, l’organo che governa la capitale. Wegner, che è sotto il fuoco incrociato delle critiche per la tardiva reazione mostrata durante l’emergenza, ha escluso che si sia trattato di un semplice incendio doloso o di un atto di sabotaggio, definendo l’episodio un vero atto terroristico di competenza dell’Ufficio federale di polizia criminale e della Procura federale, che hanno assunto la guida delle indagini. I procuratori di Karlsruhe indagano per sabotaggio, appartenenza a un’organizzazione terroristica, incendio doloso e interruzione di pubblico servizio.
Qualcuno ha ipotizzato la mano russa dietro al blackout, ma il “Vulkangruppe” ha scritto una seconda lettera per bollare come ridicolo questo sospetto. «Riguardo alle insinuazioni che circolano su una presunta “operazione sotto falsa bandiera” da parte di uno Stato straniero, affermiamo chiaramente che queste speculazioni non sono altro che un tentativo di nascondere la propria impotenza – precisano gli estremisti – nel messaggio recapitato ad alcuni media della capitale, fra cui Bild e Tagesspiegel e l’emittente radio Rbb – chi ora sostiene che dietro ogni forma di sabotaggio ci debba essere necessariamente un servizio segreto straniero, nega la realtà dei conflitti sociali interni. L’agguato incendiario che ha compromesso un tratto della rete elettrica della zona sudovest della città sabato scorso sarebbe stato diretto “non contro le persone”, ma contro un’infrastruttura che distrugge quotidianamente l’ambiente. Che militanti qui in loco siano in grado di attaccare le infrastrutture non si inserisce nella narrativa di sicurezza della politica e delle autorità. Quindi viene costruito un nemico esterno che in realtà non esiste». Anche la polizia esclude che vi siano indizi di un sabotaggio ordinato da Mosca.
Intanto restano in vigore misure straordinarie per garantire i servizi essenziali alla popolazione. La telefonia mobile e i numeri di emergenza risultano ancora limitati in alcune aree, con conseguenti disagi per residenti e operatori. In città sono stati allestiti diversi rifugi di emergenza, centri di accoglienza e punti di riferimento per assistere i cittadini colpiti dal guasto. In città sono stati allestiti diversi rifugi di emergenza, centri di accoglienza e punti di riferimento per assistere i cittadini colpiti dal guasto. Nel distretto interessato, 17 scuole risultano ancora chiuse, con l’attivazione di servizi di assistenza di emergenza per studenti e famiglie. Coinvolti anche diversi asili nido. Il blackout ha colpito ampie zone del quartiere di Steglitz-Zehlendorf, a sud-ovest della capitale tedesca, dove polizia, vigili del fuoco, protezione civile e organizzazioni umanitarie sono impegnate in un’operazione su larga scala per gestire le criticità sul territorio. Nel fine settimana oltre 50 mila famiglie e 2200 imprese sono state colpite dal blackout.



