Strage Crans-Montana, oggi l’interrogatorio dei Moretti ma qualcosa non torna: i dubbi sulle indagini

venerdì, 9 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Oggi i coniugi Jaques e Jessica Moretti verranno nuovamente interrogati ma stavolta non in qualità di testimoni ma come indagati nell’inchiesta che li vede accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi. L’interrogatorio si svolgerà a Sion e verrà condotto da parte degli inquirenti svizzeri.

É stato chiaro sin da subito che nel locale non ci fossero i più elementari sistemi antincendio e che non venissero rispettati i requisiti minimi di sicurezza che avrebbero potuto condurre ad un epilogo diverso quella sera. Ma i coniugi Moretti sono stati formalmente indagati solo in seguito alle critiche sollevatesi contro la procuratrice generale del cantone Vallese, Bèatrice Pilloud, che non aveva ritenuto necessario sottoporre la coppia a misure cautelari restrittive della libertà.
Ma i Moretti si sarebbero potuti dare alla fuga in Francia, avrebbero potuto far sparire documenti compromettenti o reiterare reati simili, visto che “Le Constellation” non é l’unico locale che possiedono nel Vallese. Inoltre, l’auto della polizia, dinanzi l’abitazione dei due, parrebbe più essere lì per schermarli dai giornalisti piuttosto che tenerli sotto controllo. Ai Moretti non sono stati sequestrati nemmeno i loro beni, nonostante i potenziali risarcimenti milionari da corrispondere.
L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado ha inveito: “In Italia sarebbero arrestati”.
A puntare il dito, più di tutti, sono state le famiglie delle vittime. Il legale di una delle vittime, l’avvocato Romain Jordan, ha avanzato l’accusa di distruzione di prove affermando che mentre le fiamme divampavano nel locale, vi era chi “tra le 3 e le 6” stava bloccando il sito web e i profili social di Facebook e Instagram del locale che contenevano foto e filmati che dimostravano le carenze dal punto di vista della sicurezza.
I dubbi circa la conduzione delle indagini riguardano anche la scelta di accettare che fosse il Comune – responsabile dei controlli di sicurezza nei locali aperti al pubblico – a consegnare spontaneamente alla magistratura un proprio dossier. Da questo emerge che dal 2020 in poi non sarebbero state eseguite verifiche nel locale
dei Moretti.
Ci si domanda come mai non sia stata la Polizia stessa a perquisire gli uffici e a provvedere al sequestro di tutto il materiale, considerato che l’amministrazione comunale, che rischia di finire sotto inchiesta, avrebbe potuto accedere alla documentazione e interferire. Anche Pilloud é finita nel mirino per aver delegato un fascicolo così complesso a quattro procuratori, mentre lei, anziché occuparsi della direzione delle indagini, si starebbe curando prevalentemente dei rapporti con i media.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.