Iran ad alta tensione: gli Usa invitano a lasciare il Paese. E’ guerra informatica?

martedì, 13 Gennaio 2026
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Un avviso chiaro, netto che come un monito giunge stanotte dal Dipartimento di Stato americano e dall’Ambasciata virtuale di Teheran, si perché come sappiamo in Iran non esiste un consolato effettivo o un palazzo di rappresentanza diplomatica statunitense, ma il messaggio è chiaro: l’avviso urgente è arrivato ai cittadini americani nel Paese e li invita a partire immediatamente e a lasciare l’Iran a causa dell’intensificarsi delle proteste delle violenze e del blocco di internet. Il messaggio con l’invito a partire immediatamente è stato diffuso lunedì, mentre l’Iran entrava nella terza settimana di manifestazioni antigovernative, con centinaia di morti e migliaia di arresti, secondo quanto riportato da gruppi per i diritti umani e dagli organi di stampa internazionale.  Questo appello urgente a lasciare l’Iran evidenzia i crescenti rischi in un contesto di disordini civili in corso nel Paese mediorientale. Come detto in loco gli Usa non hanno un consolato. L’ambasciata svizzera a Teheran fornisce solo servizi di emergenza, mentre l’assistenza consolare ordinaria non è disponibile. Dal canto suo Trump sta valutando diverse opzioni diplomatiche sul tavolo, pur considerando la possibilità di un attacco militare per dissuadere i leader iraniani dall’uccidere altri manifestanti. Il Pentagono da quanto si apprende sta valutando molte strategie e opzioni e sin da ieri è al lavoro ininterrotto affinché l’escalation non travolga i Paesi vicini. Certamente tra gli interessi più grandi in ballo per i big five del mondo tra cui gli Usa in testa, figurano il programma nucleare iraniano, con azioni che andrebbero oltre i raid aerei statunitensi che lo hanno colpito a giugno, e i siti di lancio di missili balistici. Strategia militare o meno si valutano tutte le carte sul tavolo sempre nel rispetto del diritto internazionale ma soprattutto valutando anche i confini con la Russia a un passo e con una possibile escalation a difesa di Teheran da parte dei paesi alleati mediorientali. Visto il web impazzito e internet andato in tilt dopo le manifestazioni e le proteste si pensa che la guerra sia già in atto e tra il recente attacco informatico e il premeditato attacco contro l’apparato di sicurezza interno iraniano poco cambia. Qualsiasi strategia venga messa in campo è un copione che dal Pentagono è previsto da diversi giorni e potrebbe provocare una forte rappresaglia da parte dell’Iran. Nelle prossime ore grazie al lavoro diplomatico la Casa Bianca prenderà delle decisioni speriamo non irreparabili per l’asse mediorientale che dopo Gaza aveva avuto un empasse di pace e di momentanea tregua da ogni tipo di conflitto bellico.

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