È una “polemica sul nulla” quella scoppiata attorno all’ipotesi di una presenza dell’Ice in Italia in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina o per la scorta al vicepresidente americano J.D. Vance. A fare chiarezza è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenendo a margine della presentazione del suo libro Dalla parte delle divise alla Mondadori di Galleria Alberto Sordi, respingendo l’idea che agenti statunitensi possano svolgere attività operative sul territorio nazionale.
Secondo il titolare del Viminale, al momento non esiste alcuna comunicazione ufficiale da parte delle autorità americane su elenchi, numeri o tipologie di personale al seguito delle delegazioni. Una dinamica che, ha spiegato, rientra nella normalità dei rapporti tra Paesi, dal momento che anche i rappresentanti italiani all’estero sono spesso accompagnati da operatori delle proprie agenzie di sicurezza.
Piantedosi: “L’Ice non opererà mai sul territorio italiano”
“Guardi, è una polemica sul nulla. Perché in questo momento gli americani, come tutte le delegazioni, non hanno comunicato elenchi, tipologie, insomma, di presenze che ci saranno qui in Italia al seguito delle delegazioni. Noi stessi, io per primo, quando vado all’estero sono seguito da alcuni operatori della nostra agenzia. Ma preciso, qualsiasi sia la comunità, l’Ice in quanto tale non opererà mai in Italia, chiaro? Anche perché mi sembra fin troppo ovvio che noi siamo responsabili della gestione dell’ordine pubblico, del controllo sull’immigrazione”.
Il ministro ha poi chiarito che anche nell’ipotesi, definita “molto remota e del tutto ipotetica”, di un arrivo di singole unità appartenenti agli apparati di sicurezza statunitensi, queste non avrebbero comunque alcun ruolo operativo. “Se mai dovesse essere, parliamo veramente di una cosa molto ipotetica, che singole unità di personale formalmente appartenenti a organismi di sicurezza americana dovessero arrivare in Italia, saranno comunque dispiegate alla funzionalità. L’Ice in quanto tale non è stato comunicato e non opererà sul territorio italiano”.
Piantedosi ha anche sottolineato la distanza tra i modelli operativi, rivendicando la specificità del sistema italiano: “Si tratta di metodologie che non fanno parte del nostro bagaglio professionale e culturale nella gestione dell’ordine pubblico. Noi abbiamo un’altra cultura, un’altra professionalità”, ha concluso, ribadendo come la sicurezza sul territorio nazionale resti una prerogativa esclusiva delle forze di polizia italiane.



