La sicurezza ha il volto, e soprattutto lo sguardo, di chi la presidia ogni giorno. L’Arma dei Carabinieri ha presentato oggi all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il Calendario Storico 2027, intitolato “Gli sguardi che proteggono”. L’edizione segna una svolta nella tradizione dell’opera: si abbandonano le illustrazioni per affidarsi alla fotografia, con gli scatti firmati dal fotoreporter Franco Cappellari. A guidare la cerimonia la giornalista Francesca Fagnani. Dal palco il Comandante Generale Salvatore Luongo ha rivendicato l’uniforme come presidio di democrazia e il rispetto delle libertà altrui come confine invalicabile nelle manifestazioni di piazza.
Sul palco e in platea istituzioni, giornalisti e protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo: il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, i presidenti delle Commissioni Difesa di Senato e Camera Maurizio Gasparri e Antonino Minardo, l’onorevole Lorenzo Cesa e l’ex ministro Marco Minniti. Presenti anche Franco Locatelli, Lino Banfi e Bruno Vespa, che ha firmato i testi con Aldo Cazzullo. A chiudere la serata l’esibizione di Noemi.
Sicurezza, comandante generale carabinieri Luongo: “La nostra uniforme è garante democratico della sicurezza e della libertà dei cittadini”
Il Comandante Generale ha scelto toni netti. “Qui voglio essere chiaro, quindi sarò molto diretto: se si pensa che la nostra uniforme possa fare da scudo per gli errori degli altri, non è la giusta dimensione. La nostra uniforme serve sicuramente a essere garante democratico della sicurezza e della libertà dei cittadini”, ha scandito.
Soffermandosi sull’impegno dei militari nella gestione dell’ordine pubblico, Luongo ha evidenziato il ruolo di tutela del diritto di protesta. “Quando interveniamo in queste occasioni, siamo prima di tutto lì per assicurare a tutti di manifestare il proprio dissenso, il proprio pensiero libero, di fare anche, diciamo, qualcosa che va un po’ oltre quello che sia consentito”. Un approccio che, tuttavia, non ammette deroghe di fronte a derive violente: “Ma un limite c’è: non possiamo consentire che gli atti di qualcuno – le violenze, talvolta anche strumentalizzate, di qualcun altro – vadano a violare le libertà degli altri cittadini. Quando li vedo così professionali, così freddi, così saldi nei principi, che non accettano provocazioni, che cercano soltanto di fare il loro lavoro nel miglior modo possibile, io provo profondo orgoglio istituzionale e un grande rispetto per quei carabinieri che sono in piazza”.
Poi la spiegazione della scelta fotografica: “I calendari scorsi con le illustrazioni sono state opere bellissime e stupende, ma avevamo necessità di riportare al centro i nostri militari. Abbiamo pensato che la fotografia fosse lo strumento più rapido per trasmettere il messaggio che volevamo, cioè gli sguardi protettivi dell’Arma che entrano all’interno delle famiglie. Abbiamo cercato di tradurre questi sguardi in quella missione istituzionale che ci rappresenta da sempre: anticipare i bisogni delle comunità affinché non diventino problemi, cogliendo quel legame fortissimo di sintonia che esiste tra chi chiede aiuto e chi deve sostenere”.
Il pensiero del Comandante è andato ai giovani militari protagonisti del calendario: “Vedere le loro immagini e sentire le loro parole mi ha emozionato ancora una volta. Penso che siano questi giovani a ispirare noi con l’esempio, la dedizione e la professionalità. Ogni giorno circa 120.000 carabinieri si alzano, vestono l’uniforme e sono pronti a sostenere le comunità e a essere un punto di riferimento per chi si trova in difficoltà. Fa parte della nostra identità”. Infine la battuta sull’età dell’Istituzione: “Questa è un’istituzione che sembra un po’ vecchietta, ha 214 anni, ma ha fatto tanto lifting e quindi si presenta ancora bene”.
Rauti: “Guerra ibrida, ricadute immediate. Siamo attrezzati per difendere i cittadini”
A margine della presentazione, il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti ha allargato lo sguardo alle nuove minacce. “Siamo in un momento di instabilità globale in cui tutti hanno capito cosa sia la guerra ibrida: qualcosa che sembra lontano, ma che ha ricadute immediate, dal frigo del supermercato fino alla volontà di spostarsi con un aereo”, ha affermato. “Le minacce ibride esistono e sono sotto la soglia del conflitto convenzionale, ma noi le seguiamo da tempo e siamo attrezzati per difendere i cittadini e garantire sicurezza e libertà”.
Alla domanda se vi sia il rischio di blocchi al traffico aereo in vista di dicembre, Rauti ha risposto: “Il nostro compito è prevenirle e contrastarle. Siamo molto più avanti di quanto si possa pensare dall’esterno, non veniamo colti di sorpresa. È evidente che gli autori di guerra ibrida non siano facilmente identificabili, ma il nostro scopo è da tempo quello di prevenire e contrastare ogni forma di minaccia con analisi predittive”.
Il sottosegretario ha poi dedicato un passaggio al valore del calendario: “È uno strumento controcorrente, un cartaceo in un mondo digitale divenuto ormai un oggetto cult e glamour, ma che non è un elemento di evasione: concorre in realtà a raccontare la cultura della Difesa, un insieme di principi basati sull’idea della coesione sociale, della vicinanza, dell’inclusione e della prossimità”. E ha aggiunto: “Ogni strumento che ci aiuta a far capire cosa fanno le forze armate, in questo caso l’Arma, è qualcosa che riduce le distanze”.
Banfi ospite d’eccezione, l’invito ai ragazzi
Presente a Roma per l’evento, Lino Banfi non ha fatto mancare la sua travolgente ironia, lasciandosi andare a una battuta con il Comandante Generale Salvatore Luongo: “Non so se adesso lui mi passerà di grado, io sono un carabiniere semplice, può darsi che oggi mi faccia appuntato, chi lo sa”. L’attore ha poi raccontato il profondo legame affettivo che lo unisce all’Arma: “Per me è una presenza di prammatica e un augurio. Ho sempre avuto una famiglia piena di divise, da mio fratello a mio zio, fino a un cugino che è generale dei carabinieri in pensione a Genova. Non potevo proprio mancare, anche perché il Generale è una persona talmente perbene e simpatica che rende tutto più facile”.
Riflettendo sull’importanza del lavoro svolto dalle forze dell’ordine nella società contemporanea, l’attore – celebre anche per l’interpretazione del commissario Pasquale Zagaria – ha sottolineato il valore insostituibile delle divise: “Soprattutto in questo momento di follie generali nel mondo, è fondamentale che ci siano. Se non ci fossero, bisognerebbe inventarli”. Con la solita verve, ha poi chiosato sorridendo: “Certo, il discorso sarebbe lungo, ma non fa per me: io devo far ridere le persone, non farle pensare”.
Infine, sollecitato a rivolgere un pensiero ai giovani e alle recenti tensioni manifestatesi nelle piazze, l’amato “nonno d’Italia” ha lanciato un appello al dialogo e al rispetto reciproco: “I ragazzi devono capire che le forze dell’ordine sono quelle persone che dobbiamo cercare non per combatterle, ma per dire loro: ‘Dammi una mano’. Altrimenti come si fa?”. Richiamando il valore dell’unione, Banfi ha concluso rivolgendosi di nuovo al Comandante: “La parola ‘coesione’ esiste sul vocabolario, e l’ha fatto Zingarelli, che peraltro è di Cerignola, un nostro concittadino. È vero, generale?”.
Il calendario dei carabinieri 2027
Il progetto del nuovo calendario, avviato a febbraio 2026, ha portato Cappellari a trasferire sul campo la sua esperienza di fotoreporter di viaggio. “Quando è stato scelto ‘Gli sguardi che proteggono’, sono stato veramente felice”, ha raccontato. Il lavoro ha dovuto adattarsi a “persone con divise e ruoli diversi”, accomunati però da “un unico comune denominatore: la vigilanza, la sicurezza e la vicinanza al nostro Paese”.
Dal palco Bruno Vespa, che ha firmato le pagine del calendario, ha reso omaggio all’autocontrollo dei militari, capaci di “sopportare il peggio senza reagire”. “Se in Italia le forze di polizia si fossero comportate come in Francia, dove hanno dato botte pazzesche, saresti in isolamento a Filicudi”, ha scherzato. “Dobbiamo davvero ammirare la pazienza dei nostri carabinieri. Ammiro molto questa freddezza che in altri Paesi non hanno, dobbiamo riconoscerlo”.
In un videomessaggio dall’estero, Aldo Cazzullo, autore della prefazione, ha sottolineato il valore identitario dell’Arma. “Quando sono all’estero misuro meglio cosa significano i Carabinieri per l’identità italiana”, ha affermato. “Non soltanto perché sono più antichi dell’Italia unita, ma perché portano nel mondo il valore per cui l’Italia è importante: l’umanesimo”. Secondo Cazzullo i militari “sono considerati i più bravi nel mondo nelle missioni di pace perché sono capaci di dialogo, di ascolto e di rispetto verso le popolazioni locali”.
Anche la musica protagonista di uno straordinario momento di spettacolo. Prima di intonare “Sono solo parole”, Noemi ha dedicato un messaggio ai militari e agli operatori dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù presenti in sala. “Non sono solo parole le vostre, la vostra è una presenza che fa la differenza”, ha detto. “Io canto questa canzone con la consapevolezza che sì, nelle canzoni sono solo parole, ma poi nella vita no”.
Zangrillo: “Risorse per la previdenza di chi lavora per la sicurezza”
A margine dell’evento, il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo ha tenuto la sicurezza al centro anche del suo intervento. “La storia dei Carabinieri accompagna la storia d’Italia. Considero l’Arma tra le espressioni più genuine del nostro Paese, dobbiamo ringraziarla per l’attività preziosa che svolge per garantire la sicurezza nelle nostre città e per il ruolo da protagonista nelle missioni internazionali di pace”.
Sulla manovra l’impegno è netto: “Continuerò nel mio impegno in questa legge di bilancio per reperire le risorse per la previdenza dedicata alle persone della sicurezza e difesa. È un impegno che mi sono preso con i 400mila dipendenti che si occupano di sicurezza per il nostro Paese”.
Il ministro ha poi richiamato l’attenzione sulla sicurezza digitale: “Ormai i dati sono il nuovo petrolio e dobbiamo essere capaci di tutelare la nostra sicurezza. La Pubblica Amministrazione sta cercando di fare la sua parte sia dal punto di vista degli investimenti infrastrutturali sia dal punto di vista della formazione”.
Infine il decreto bollette, rinviato alla prossima settimana: “Abbiamo ancora da fare alcuni aggiustamenti con il Mef e anche con la Commissione Europea, ma credo che lunedì alle 17.30 nel Consiglio dei Ministri il decreto bollette arriverà”.



