Un fronte unico contro la nuova legge di bilancio. A margine di un convegno sul caporalato alla Camera, Elly Schlein e Maurizio Landini hanno riproposto il copione ormai noto: il principale partito d’opposizione e il maggiore sindacato italiano parlano con una sola voce contro l’esecutivo di Giorgia Meloni, a poche ore dal varo della Manovra in CdM.
Schlein e Landini contro la Manovra: “Sono mance elettorali”
“Una manovra inadeguata, sbagliata e ingiusta, che non risolve i problemi che il paese sta attraversando”, dice Landini. “C’è gente che non arriva a fine mese, ci sono i giovani che chiedono scuole che non gli cadono in testa e affitti accessibili. C’è bisogno di far funzionare la sanità. Ma soprattutto non si vanno a prendere i soldi dove sono: nuove flat tax e altre marchette elettorali, quando il problema è combattere l’evasione fiscale”.
Schlein rincara: “Questa manovra è allucinante. È una manovra di mance e di spot elettorali, senza visione su come far ripartire un Paese che soffre e che vede autotrasportatori, agricoltori, studenti e persino i tassisti sotto il ministero a ricordare a Salvini che dovrebbe fare il ministro”. Il bilancio, accusa, risponde con mance e con “14 miliardi di aumento della spesa militare”. Poi la stoccata: “L’unica cosa positiva è che questa manovra è l’ultima che farà Giorgia Meloni col suo governo”.
Sul piano sociale, l’accusa è di non aver fatto nulla contro le disuguaglianze. Landini punta il dito sul fisco: “Non può continuare a essere un paese con 110 miliardi di evasione, che tassa di più il lavoro dipendente e le pensioni che non i profitti, le rendite finanziarie, le rendite immobiliari”. E al vicepremier Matteo Salvini, che aveva rassicurato sulle pensioni e sul superamento della legge Fornero, replica secco: “La smetta di raccontare delle balle”.
Schlein porta il discorso sull’ex Ilva, richiamando la recente sentenza della Cassazione: “È stata molto chiara: la salute non è negoziabile”. Dopo quattro anni, attacca, il governo “non ha messo un euro” per i tarantini, per i lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto. “Servono risposte e prospettive chiare, nel rispetto della sentenza, della salute e della dignità dei lavoratori. Il governo deve svegliarsi”.
Magistratura e piazze: “Un nemico facile per coprire i fallimenti”
A cementare l’asse è anche la difesa dei giudici e del diritto al dissenso, temi tornati roventi dopo lo scontro su Youssef Siher e le tensioni attorno ai cortei. Per Schlein l’offensiva contro i tribunali è un’arma di distrazione di massa: un governo che non dà risposte a un Paese “in cui la crescita è piantata a zero, i salari sono tra i più bassi d’Europa e le tasse al record degli ultimi 12 anni” ricorre ogni giorno a un facile capro espiatorio. “Meloni ieri parla al paese per dire cosa? Per attaccare i giudici. Il lavoro di chi governa non è attaccare ogni giorno la magistratura, è dare risposte agli italiani”.
Linea condivisa da Landini: “La magistratura fa il suo mestiere e applica le leggi, quindi va rispettata. Il Governo non deve continuare a pensare di sostituirsi ad essa”. Il leader della Cgil difende poi le mobilitazioni e conferma lo sciopero generale del 20 novembre: “La gente non va mai in piazza a caso: ci va perché chiede delle cose, perché c’è un disagio. Dobbiamo capirne le ragioni e dargli delle risposte”.



