Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio per il 2027. È la quinta manovra del governo Meloni, per un valore complessivo di circa 26 miliardi di euro. La premier Giorgia Meloni ha illustrato i contenuti in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Cdm, affiancata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Un’immagine di unità con i tre leader della maggioranza che spegne anche i
fuochi su possibili divergenze dopo le parole del segretario della LEGA sull’Ucraina. La filosofia della manovra, ha spiegato Meloni, è la stessa dei quattro anni precedenti: concentrare le risorse disponibili sulle stesse priorità strutturali, senza distribuirle a pioggia.
La legge di bilancio si inserisce in una strategia di medio-lungo termine che il governo definisce “di legislatura”, coerente con il programma elettorale del 2022. Le coperture arrivano da più fonti: circa 5 miliardi di flessibilità concessa dall’Unione europea, il contributo straordinario di banche e assicurazioni, l’aumento della Tobin Tax, un prelievo sulle società energetiche per circa 700 milioni, altrettanti dal settore dei giochi e circa 1 miliardo dal taglio alla spesa dei ministeri. La manovra conferma inoltre tutti i provvedimenti già inseriti nella legge di bilancio precedente che sarebbero scaduti a fine anno, per un pacchetto che da solo vale circa 9 miliardi.
Non è una manovra di svolta, né lo pretende di essere. È, nelle parole della stessa premier, “un altro tassello” di un percorso pluriennale. Le misure spaziano dal fisco alla sanità, dalle politiche familiari al sostegno ai giovani lavoratori, dalla casa all’energia, con un’attenzione esplicita al Mezzogiorno. Sul tavolo anche alcune misure attese che non hanno trovato spazio: la detassazione delle tredicesime non è presente nel testo.
Manovra 2027, le misure principali
Fisco e lavoro – Sul fronte fiscale, la manovra alza la soglia del secondo scaglione Irpef — quello al 33% — fino a 55.000 euro di reddito, con un beneficio massimo stimato in circa 500 euro annui per i contribuenti interessati. Il costo della misura è di 1,2 miliardi. Meloni ha riconosciuto il limite dell’intervento: portare la soglia a 60.000 euro sarebbe costato quasi 3 miliardi. Per i lavoratori autonomi in regime forfettario, la soglia di accesso sale da 85.000 a 100.000 euro. Introdotto anche un premio da 2.500 euro, tassato all’1%, per i lavoratori under 30, erogabile nell’arco di 12 mensilità o in un’unica soluzione. Rinviata di sei mesi l’entrata in vigore della sugar tax e della plastic tax.
Famiglia, giovani e casa – Sul fronte della natalità, viene esteso il congedo parentale retribuito all’80%: un mese aggiuntivo per tutti, fino a 5 mesi per il secondo figlio e fino a 6 mesi dal terzo figlio in poi. Per i lavoratori autonomi privi di congedo parentale è previsto un voucher fino a 500 euro mensili per un massimo di 3 mesi. Introdotto un conto previdenziale per ogni nuovo nato: l’Inps aprirà una posizione con 100 euro di benvenuto versati dallo Stato, cui famiglie e parenti potranno contribuire. La somma sarà intoccabile fino ai 18 anni, salvo autorizzazione del giudice tutelare, e potrà essere convertita in previdenza complementare. Sul fronte degli affitti, la cedolare secca sui contratti a canone concordato scende al 5%; per chi affitta a under 35 a canone concordato, l’aliquota scende ulteriormente all’1%.
Sanità, energia e Sud – Il Fondo sanitario nazionale aumenta di 3,4 miliardi, portandosi a 146,3 miliardi nel 2027. Una quota è vincolata agli stipendi dei medici di pronto soccorso. Introdotto un voucher per spese sanitarie non coperte dal Ssn destinato agli over 75 con pensione fino a 28.000 euro annui: riguarda circa 5,5 milioni di persone, con un costo complessivo di 1,6 miliardi. Complessivamente, ha precisato Meloni, la manovra destina 5 miliardi alla salute dei cittadini. Confermato e potenziato l’Energy Release per le imprese energivore; introdotto un nuovo Energy Release per le Pmi, finanziato con 1 miliardo. La Zes unica per il Sud viene confermata con uno stanziamento che sale a 2,4 miliardi. Previste risorse europee legate alla clausola Nec energia per l’installazione di climatizzatori e pompe di calore nelle scuole e per l’efficientamento energetico di università, ospedali e impianti sportivi. Resa strutturale l’esenzione del bollo auto fino a 80 kW e sulle moto.
Meloni confessa: “Non una manovra che risolve tutto”
“La filosofia che governa anche questa manovra di bilancio è stata quella di concentrare le risorse, non moltissime, che avevamo a disposizione sulle stesse priorità alle quali ci siamo dedicati nei quattro anni che sono passati: famiglia, natalità, riduzione delle tasse, tutela del potere d’acquisto, incentivi al lavoro, incentivi alle imprese, salute dei cittadini”, ha spiegato Meloni.
“Questa manovra va quindi letta non come un provvedimento a sé stante ma come il tassello, un altro tassello, di una strategia di medio-lungo termine che ha quindi una logica di legislatura, un percorso pluriennale, chiaramente una strategia che è rispettosa del programma con il quale ci siamo presentati al cospetto degli italiani”, ha detto la premier. “Non è una manovra che risolve tutto, non pretende di farlo, ma ha una direzione chiara come sempre ha avuto questo governo: lavoro, famiglie, Sud, giovani, casa, sanità, costo energia”, ha aggiunto.
“Voglio dire che sono molto soddisfatta della coerenza, della coesione, della linearità che abbiamo mostrato lungo tutto questo cammino. Anche questa volta non abbiamo distribuito risorse a pioggia, non abbiamo fatto promesse che non potevamo mantenere”, ha sottolineato Meloni. “Però davvero abbiamo lavorato con grande serenità, con buon senso, con compattezza, guardando solo a quello che era meglio per i cittadini”, ha concluso.
Sulle coperture, Meloni ha spiegato: “Le coperture arrivano una parte da maggiore flessibilità concessa, circa 5 miliardi, e più dal contributo richiesto a banche e assicurazioni e dall’aumento della cassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax”. Sul possibile ricorso degli istituti bancari contro le misure, la premier ha dichiarato: “Non so se me li devo aspettare, spero di non dovermeli aspettare”, precisando tuttavia di comprendere la posizione del settore. “Credo che loro capiscano la posizione del governo e credo che loro capiscano che in un momento come quello che noi attraversiamo, e di fronte ai provvedimenti che noi abbiamo raccontato in questa manovra, anche di fronte agli utili che sono stati registrati, si cerchi di lavorare insieme per dare una mano”, ha detto.
Sull’ondata di proteste studentesche che ha preceduto il varo della manovra, Meloni ha preso posizione netta. “In piazza tanti ragazzi e abbiamo anche assistito a inaccettabili immagini di violenza, di devastazione”, ha dichiarato. “Voglio essere chiara: noi non diamo risposte a chi spaccia le vetrine e noi vogliamo dare risposte ai tanti ragazzi che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, che vogliono lavorare, che vogliono poter affittare una casa in una nazione che troppo spesso si dimentica di loro nei fatti, salvo poi magari strumentalizzarli quando serve a scopo politico”, ha detto la premier.
Meloni ha concluso con un ringraziamento esplicito alla squadra di governo. “Devo ringraziare tutti i ministri per il lavoro di squadra che abbiamo fatto. Devo ringraziare su tutti, ovviamente, i miei due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, e devo ringraziare il ministro Giorgetti e il viceministro Leo che chiaramente sono quelli che si caricano più di tutti la responsabilità di far quadrare le tante richieste, le tante aspettative e le necessità”, ha rimarcato.
Le voci della coalizione: Giorgetti, Salvini, Tajani
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rivendicato la solidità dei conti, mai come quest’anno a rischio con una coperta risicata: “Il mio obiettivo era fare una manovra seria, questa è seria. Conferma il lavoro che abbiamo fatto in questi anni per rafforzare il rapporto di fiducia dei risparmiatori italiani, lo conferma il successo del Btp Valore. Continuiamo in questa direzione”, ha dichiarato. Sul negoziato con Bruxelles, Giorgetti ha parlato di successo: “La trattativa è andata molto bene. Noi abbiamo detto dall’inizio che chiedevamo flessibilità nell’ambito della Nadef. Noi continuiamo a rispettare le regole europee, siamo uno dei pochi Paesi in Europa che lo fa puntualmente”, ha spiegato. Sul valore finale della manovra, più alto delle stime circolate nei giorni precedenti, Giorgetti ha tagliato corto: “Non ho mai detto che erano 24, né 20. Ho detto: parlo alla fine di questo duro lavoro dicendovi quanto è”. Ha infine auspicato che il Parlamento non alteri l’impostazione della legge: “Mi ritengo molto soddisfatto di continuare a garantire la sicurezza della finanza pubblica italiana in un contesto non favorevole da nessun punto di vista. Auspico che la discussione in Parlamento mantenga fede a questo indirizzo di rotta”, ha detto.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha indicato nel superamento della legge Fornero e nell’innalzamento della flat tax per gli autonomi le due conquiste principali per la Lega: “Sono molto soddisfatto. È una bella manovra nel complesso, con alcune battaglie storiche della Lega come il superamento della legge Fornero: dal 2027 chi vorrà potrà recuperare tre anni di vita, andando in pensione a 64 anni anziché a 67”, ha dichiarato. Sul contributo bancario, Salvini ha sottolineato che “non è un provvedimento contro qualcuno, ma se volevamo aiutare i giovani, le partite Iva e gli aspiranti pensionati, qualcuno i soldi ce li doveva mettere”, ricordando che “quest’estate si parlava di 2 miliardi, siamo arrivati a cinque”. Sul fronte sicurezza, il vicepremier ha annunciato “provvedimenti per gli stipendi, per le pensioni, per i mezzi a favore delle forze dell’ordine” e il rifinanziamento di Strade Sicure.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inquadrato la manovra in una prospettiva di politica estera e di immagine del Paese: “L’intera manovra, e lo dico da ministro degli Esteri, dà credibilità al nostro Paese, perché se abbiamo i conti in ordine e adottiamo una serie di iniziative che non sono iniziative tampone ma sono frutto di un disegno, offriamo stabilità ai cittadini”, ha dichiarato. Tajani ha anche difeso la scelta di esentare le banche cooperative e popolari dal contributo straordinario, che già aveva anticipato questa mattina: “È stato importante aver escluso dalla richiesta di sostegno le banche di credito cooperativo e le banche popolari che sono quelle di prossimità. Le grandi banche non saranno tutte contente, però a loro non provoca problemi”, ha detto. Il vicepremier ha infine sottolineato il segnale inviato con il rinvio della sugar tax e della plastic tax: “Abbiamo voluto dare un segnale alle imprese anche rinviando la sugar tax e la plastic tax di sei mesi”.



