Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha tracciato le linee della politica industriale ed energetica del governo intervenendo a margine del Festival delle Regioni a Firenze. Sul fronte della manovra finanziaria, Urso ha invitato alla cautela, sottolineando la scarsità delle risorse disponibili. Sul versante energia, il ministro ha rilanciato la necessità di riforme strutturali che vadano oltre la proroga del price cap, e ha difeso la scelta di preservare le raffinerie italiane.
Il titolare di Palazzo Piacentini ha inquadrato l’azione dell’esecutivo in una prospettiva di continuità e di visione strategica di lungo periodo, rivendicando il ruolo dell’Italia come punto di riferimento in Europa su dossier chiave come la politica industriale, la transizione energetica e la gestione delle infrastrutture produttive nazionali. Un modello, ha sostenuto, riconosciuto anche dagli alleati europei e formalizzato in sedi internazionali di rilievo. La video intervista de Lo Speciale.
Manovra, Urso avvisa su risorse esigue
“Abbiamo finalmente un governo stabile e continuativo che ha una sua politica energetica, industriale e sociale ben chiara e la sta dispiegando negli anni, diventando in molti campi un esempio e un modello in Europa”, ha dichiarato Urso. Il ministro ha richiamato come elemento di conferma “l’accordo sottoscritto a Varsavia, il cosiddetto Manifesto di Varsavia tra le grandi nazioni industriali d’Europa, che nei contenuti segue l’indicazione che l’Italia ha dato sin dall’inizio della nostra legislatura alla nostra Europa”.
Sul capitolo manovra finanziaria, il ministro ha scelto un tono prudente. “Sulla manovra aspettiamo che arrivi per poter annunciare le misure per le imprese, anche perché le risorse sono purtroppo esigue, le necessità sono tante e occorre che siano scelte alcune priorità”, ha detto Urso. “Lo vedremo quando sarà presentata”, ha aggiunto.
Energia, non basta il price cap: serve la riforma strutturale
Sul tema energetico, Urso ha preso le distanze da un approccio meramente emergenziale. “Sull’energia non basta l’estensione del price cap fino a fine anno, occorre fare anche le riforme strutturali”, ha precisato il ministro, ricordando che “è in Parlamento la riforma strutturale organica della rete e dei distributori di carburante affinché sia più razionale ed efficiente”.
Il ministro ha poi illustrato i risultati della politica industriale nel settore della raffinazione. “Ho riunito il tavolo delle raffinerie italiane che abbiamo preservato mentre altrove in Europa continuano a chiuderle, una follia”, ha affermato. Urso ha ricordato i due casi più rilevanti: “In questi quattro anni abbiamo salvato l’ISAB di Priolo, la principale raffineria del nostro Paese, e utilizzato la Golden Power quando il gruppo Saras è stato venduto”. Il ministro ha poi annunciato lo sviluppo delle bioraffinerie, auspicando “di inaugurare presto il cantiere della nuova bioraffineria che sarà realizzata in Sicilia”. A corredo del bilancio, il confronto con il modello tedesco: “Ieri mi confrontavo con la ministra tedesca Reich: in Germania purtroppo non riescono a produrre quello che produciamo in Italia, noi siamo esportatori netti sia di gasolio sia di benzina”, ha concluso Urso. io



