Referendum, Sisto: “Magistratura non va sotto schiaffo. Zuppi? Nessuna invasione di campo” | Video

martedì, 27 Gennaio 2026
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Il vademecum per il sì al referendum costituzionale, presentato alla Camera, serve innanzitutto a “informare”. A spiegarlo è il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che rivendica il lavoro fatto dal governo sul territorio: “Quello che noi cerchiamo di fare quotidianamente, girando l’Italia e utilizzando tutti gli strumenti, è informare. Il vademecum è un documento e quello che è scritto rimane”.

Secondo Sisto, il valore principale del testo è quello di offrire “una fonte certificata di idee, opinioni e soprattutto obiezioni a situazioni imbarazzanti dal punto di vista dell’attinenza con la riforma”. Il vice ministro accusa in particolare l’ANM di diffondere una narrazione distorta: “Noi assistiamo a quella che si chiama la fallacia da spaventapassare, cioè modificare le opinioni altrui e contestare poi le opinioni unificate. Questo fa l’ANM, ci ascrive degli addebiti che noi certamente non meritiamo”.

Sul tema più delicato, quello dell’indipendenza della magistratura, Sisto è netto: “La magistratura rimane per noi autonoma e indipendente. Se c’è qualcuno che mette in dubbio tutto questo è proprio l’ANM, con degli atteggiamenti eufemisticamente inspiegabili e inaccettabili”.

Interpellato sulle parole del cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, che ha espresso dubbi sul fatto che la riforma garantisca l’indipendenza dei magistrati, Sisto esclude qualsiasi “invasione di campo”: “Assolutamente no. Il cardinale Zuppi è libero, come in questo Paese l’articolo 21 sancisce, di esprimere le sue opinioni. Devo dire che è un’opinione, come sempre, rispettabile. Poi si vince con un voto in più”.

Tra quelle che definisce fake news, Sisto indica come la più grave l’accusa di voler assoggettare la magistratura alla politica: “Quella di dire che intendiamo mettere la magistratura sotto schiaffo, che la politica intende impadronirsi della magistratura. È veramente gravissimo. Noi diciamo esattamente il contrario”.

A sostegno delle sue tesi, il vice ministro richiama il testo della Costituzione: “L’articolo 104 rimane: autonomia e indipendenza. Diceva il mio maestro che l’interpretazione letterale è quella principale. Se tu lo scrivi, qualcuno dice che invece è scritta una cosa diversa. Noi ci preoccupiamo di una riforma con quello che è scritto. Loro contrabbandano quello che non è scritto. Basterebbe questo”.

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