Gli errori e le omissioni sulla strage di Crans-Montana stanno emergendo, giorno dopo giorno, in tutta loro evidenza. Il problema è che mentre appaiono clamorosi in Italia, vengano ascritti dalle autorità elvetiche al normale andamento del sistema giudiziario nazionale. Anzi, a Berna ritengono fuori luogo l’indignazione dell’opinione pubblica italiana, la presa di posizione del governo Meloni e la richiesta della creazione di una squadra investigativa congiunta. Una situazione che ha destato la curiosità del quotidiano francese Le Monde secondo il quale il disastro di Crans-Montana ha suscitato una crisi diplomatica tanto improbabile quanto inedita tra due Paesi europei confinanti. La posizione inflessibile della parte italiana rappresenta un raro sviluppo diplomatico tra due Paesi amici – sottolinea Le Monde – il richiamo dell’ambasciatore transalpino non ha precedenti in Svizzera, dove la reazione di Roma, che ha perso sei connazionali, suscita stupore».
Fatto sta che i metodi di indagine elvetici continuano a causare irritazione e sconcerto, almeno nel nostro Paese. Non passa giorno che sul rogo de Le Constellation non vengano fuori nuove carenze investigative e un desolante quadro di illegalità intorno alla gestione del locale dei coniugi Moretti.
«Dalle carte emergono altri particolari – scrive Giuseppe Guastella sul Corsera – assieme alla sensazione che i Moretti abbiano avuto modo di concordare la difesa prima dell’arresto di Jacques e perché hanno potuto assistere ciascuno all’interrogatorio dell’altro, come prevede la legge svizzera. Entrambi hanno tentato di alleggerire le proprie responsabilità scaricandole su altri, a partire dal servizio antincendio del Comune che non ha fatto controlli negli ultimi 5 anni e prima non aveva fatto mai rilievi nonostante la spugna fonoassorbente incendiabile e le uscite di sicurezza insufficienti o bloccate. Nessuno del Comune è stato indagato, fino ad ora, ma le domande suggeriscono che la procura sta lavorando in quel senso. “Siete stati sensibilizzati dalle autorità comunali o cantonali alla problematica degli incendi”», chiedono le tre pm. “No. In ogni caso non lo ricordo”, risponde l’uomo, dicendo che nel locale c’erano quattro estintori».
Tuttavia, ha contribuito a stemperare la tensione tra Roma e Berna l’apertura della Procura cantonale alla creazione di un pool investigativo congiunto. Avverrà a febbraio, infatti, l’incontro tra i pm di Roma e gli omologhi svizzeri. Nelle scorse ore è stata trasmessa una nota di risposta dell’Ufficio Federale di Giustizia elvetico in cui viene reso noto che è stata ha accettata la richiesta di rogatoria inviata dagli inquirenti. Nei prossimi giorni l’incartamento sarà affidato a una autorità giudiziaria diversa da quella che sta conducendo le indagini. I magistrati svizzeri, dopo l’analisi dell’atto arrivato da Roma, potrebbero iniziare a inviare gli atti richiesti e in particolare tutta l’attività istruttoria svolta. Solo a quel punto i pm di piazzale Clodio procederanno con le iscrizioni nel registro degli indagati dei gestori del locale Costellation (Jacques e Jessica Moretti) e di eventuali altre posizioni. Per quanto riguarda l’invio di un gruppo di esperti, di cui faranno parte agenti della Squadra mobile e dei Vigili del fuoco, al momento i pm di Roma non hanno ricevuto comunicazioni. Il passo successivo è rappresentato dalla creazione di una squadra investigativa comune a cui prenderanno parte anche gli altri Paesi coinvolti nella strage. Solo allora potrà iniziare l’indagine congiunta, a cui prenderanno parte anche i pm, per la raccolta delle prove.
Per l’ex magistrato antimafia Antonio Ingroia ci sono gli estremi per omicidio volontario. Il quale, intervistato sul rogo di Le Constellation – è stato piuttosto severo: «Una certa disattenzione rispetto al tema della legalità il sistema svizzero ce l’ha sempre avuta. Non a caso – osserva Ingroia – per decenni è stato il luogo del riciclaggio dei soldi della mafia e dei traffici internazionali, con grandi difficoltà per penetrare i segreti bancari. L’episodio di Crans-Montana dimostra superficialità, incoscienza e anche una criminale disattenzione. È una strage terrificante, che vede protagonista una coppia spregiudicata, criminale, insensibile ai problemi di sicurezza. Io vedo la possibilità di contestare un omicidio volontario, perché ci sono gli estremi per il dolo eventuale, quello in cui tu dici “non lo so se uccido, penso che non lo uccido e accetto il rischio”. Loro hanno accettato il rischio, la possibilità che succedessero questi incendi gli era stata rappresentata e Moretti ha rifiutato le misure di sicurezza perché troppo costose».



