Venti di guerra e un possibile attacco verso l’Iran. Questa l’ipotesi della Casa Bianca al tavolo dei negoziati che purtroppo vacillano sempre più. Il presidente Donald Trump infatti sta valutando la possibilità di un nuovo attacco dopo che le discussioni preliminari tra Washington e Teheran sulla limitazione del programma nucleare del Paese e sulla produzione di missili balistici non hanno portato progressi. Secondo rumors dedicati agli ultimi incontri sullo scacchiere mediorientale e geopolitico si va verso l’ipotesi ormai concreta che ci sia uno scontro. Lo stesso Tycoon ha lanciato un ultimatum a Teheran: “Si spera che l’Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo equo e giusto e che sia vantaggioso per tutte le parti, il tempo sta per scadere”. Parole nette che come un mantra fanno il giro del mondo. C’è chi ipotizza che per la possibile strategia di guerra l’amministrazione americana stia pensando aid attacchi aerei militari statunitensi diretti contro i leader iraniani e i funzionari della sicurezza ritenuti responsabili delle uccisioni di manifestanti, attacchi contro siti nucleari iraniani e istituzioni governative. Trump non ha ancora preso una decisione definitiva su come procedere ma ritiene che le sue opzioni militari siano state ampliate rispetto all’inizio di questo mese, ora che un gruppo d’attacco di portaerei statunitensi è presente in massa nella regione. Si tratta del Gruppo della Portaerei USS Abraham Lincoln entrato nell’Oceano Indiano lunedì e continua ad avvicinarsi all’Iran, dove potrebbe supportare eventuali operazioni contro il Paese o a protezione degli alleati regionali. Anche se il balletto diplomatico non si arresta prova che gli Stati Uniti e l’Iran avevano scambiato messaggi anche tramite diplomatici omaniti e tra l’inviato di Trump Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi all’inizio di questo mese riguardo a un possibile incontro per evitare un attacco statunitense, che Trump aveva minacciato in risposta alla repressione dei manifestanti. Il tutto però non si è mai concretizzato. Nessuna trattativa sul tavolo tra Stati Uniti e Iran. Intanto sul fronte europeo si amplia la rete di dissenso e condanna dopo la dura repressione dei manifestanti in Iran. L’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, entrando alla riunione del Consiglio affari esteri a Bruxelles, ha detto di essere d’accordo sull’inserimento della Guardia rivoluzionaria iraniana nella lista di organizzazioni terroristiche sottolineando che tale designazione metterà i Pasdaran sullo stesso piano di Al Qaeda, Hamas, Daesh. Accuse dure e preludio di ostilità sul campo ormai prossime.



