Meloni-Angelo il restauro è creativo, ora la decisione  del Ministero dei Beni Culturali

lunedì, 2 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

 

Affresco creativo. Sembra si tratti di questo. Il dipinto restaurato con il volto del cherubino apparso nella diocesi di San Lorenzo in Lucina a Roma che, assomiglierebbe nelle fattezze alla premier Giorgia Meloni, ha una risposta plausibile in termini di somiglianza. Ma ripercorriamo le fasi di questo caso così curioso. A sollevare il caso è stata La Repubblica che per prima ha pubblicato la foto della nuova faccia dell’angelo apparso nella Basilica di San Lorenzo in Lucina. “No, decisamente non somiglio a un angelo”, è la reazione scherzosa della premier Meloni, che pubblica l’immagine sui social ironizzando. E mentre l’opposizione si scalda chiedendo l’intervento del ministro della Cultura e della Soprintendenza, la Diocesi e il Vicariato di Roma intanto hanno portato avanti le indagini sul fatto. Il restauratore Bruno Valentinetti ha tuonato dal canto suo: “Tutte invenzioni. Per questo volto ho fatto un restauro e ho restaurato quello che c’era prima, uguale, ho dovuto riprendere i disegni e i colori del passato, non si deve cambiare. L’opera l’ho fatta io a 25 anni. Alle polemiche rispondo che sono tutte invenzioni”. Intanto, il ministero della Cultura su indicazione del ministro Giuli e della Soprintendente speciale di Roma Daniela Porro hanno dato incarico ai funzionari tecnici del Mic di effettuare un sopralluogo per accertare la natura dell’intervento effettuato sul dipinto contemporaneo contenuto in una delle cappelle di San Lorenzo in Lucina e decidere il da farsi. In caso di violazione degli obblighi, il Ministero può ordinare al responsabile il reintegro a proprie spese; se il reintegro non fosse possibile, è prevista una somma pari al valore del bene perduto. Un restauro eccessivamente “creativo” potrebbe inoltre configurare un illecito ai sensi dell’art. 169 del Codice dei beni culturali, con il rischio di arresto e ammenda. Poi è arrivata una nota ufficiale del Vicariato: “Sia la Sovrintendenza sia l’ente proprietario (Fec), oltre all’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un’azione di restauro senza nulla modificare o aggiungere sull’affresco in questione di recente fattura; pertanto la modifica del volto del cherubino è stata un’iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti. Il Vicariato si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Micheletti e a valutare eventuali iniziative.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.