Cancellato il ritratto di Meloni. Il restauratore pentito confessa

mercoledì, 4 Febbraio 2026
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Il dipinto della vittoria alata con il viso di Giorgia Meloni nella basilica di San Lorenzo in Lucina, nel centro storico di Roma, è stato cancellato.

“L’ho coperto perché me lo ha detto il Vaticano” ha detto Bruno Valentinetti, l’uomo che si era occupato del restauro e che aveva dipinto il volto.

«Ieri sera l’ho cancellato, la Curia ha voluto così. A me non interessa, continuo a dire che non era la premier».

Per poi ritrattare.

Dopo aver negato per tre giorni e fino a pochi minuti prima, Valentinetti ha ammesso: “Va bene, era Meloni, ma sulla falsa riga del dipinto che c’era prima”.

Adesso si andrà verso il ripristino dell’immagine originale.

La soprintendenza speciale di Roma, su indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, si è subito attivata con ricerche di archivio per individuare la documentazione, fotografica o i disegni dei progetti, del dipinto originale della cappella del Crocifisso realizzato nel 2000.

La ricerca è servita per poter fare un raffronto con l’attuale decorazione, frutto del ripristino avvenuto nel 2025. Nella comunicazione nella quale si diceva alla soprintendenza che sarebbero stati svolti questi lavori, era stato precisato che l’iconografia e lo stile decorativo sarebbero rimasti intatti. Ma così non è stato.

Tanto che il cardinale Baldo Reina, poche ore dopo aver letto la notizia, in una nota aveva ribadito «con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica». Da qui l’intervento diretto della Curia.

Poi colloqui, telefonate, riunioni tra la soprintendenza, l’ente proprietario che è il Fondo edifici di culto, l’ufficio per l’edilizia di culto del vicariato di Roma e monsignor Daniele Micheletti, parroco di San Lorenzo in Lucina, hanno portato alla cancellazione del volto della premier dal dipinto. Don Micheletti racconta che ieri mattina è andato in Vicariato dal cardinale Baldo Reina e con lui “è stato deciso di cancellarlo. Ma io l’ho sempre detto che se avesse creato divisioni l’avrei fatto rimuovere. Dal punto di vista normativo il dipinto sarebbe potuto rimanere lì cent’anni ma ha creato troppe divisioni nella chiesa”.

I curiosi continuano comunque il loro via vai per fotografare il dipinto. Restano delusi però, perché il volto di Meloni non c’è più, ma l’affresco resta comunque un’attrazione.

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