Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Ucraina in una giornata segnata da tensioni politiche e da nuove fibrillazioni nella maggioranza, dopo l’uscita dei cosiddetti “vannacciani” e la nascita del partito “Futuro Nazionale” legato a Roberto Vannacci. Il voto sul provvedimento, che riguarda il sostegno a Kiev, si intreccia così con gli equilibri parlamentari e con il dibattito più ampio sulla linea di politica estera dell’Italia con la novità della bomba legata all’ex generale.
La fiducia è stata presentata in Aula mentre, fuori da Montecitorio, andava in scena la protesta dei tre deputati che hanno aderito a Futuro Nazionale, segnando simbolicamente la frattura politica apertasi nelle ultime settimane con la Lega di Salvini.
Dl Ucraina, il flash mob dei vannacciani e le parole dei deputati
Davanti a Palazzo Montecitorio i deputati Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo hanno organizzato un flash mob esponendo uno striscione con la scritta: “Stop soldi per Zelensky. Più sicurezza per gli italiani”. L’iniziativa è arrivata proprio dopo la decisione del governo di porre la fiducia sul decreto Ucraina.
Nel corso di un punto stampa, Rossano Sasso ha spiegato che il gruppo è ancora in una fase di riflessione sulla posizione da assumere: “Siamo in una fase di valutazione” su come votare la fiducia, ha detto, sottolineando però che “noi siamo interlocutori del centrodestra e assicuro che faremo di tutto per non far vincere Schlein, Fratoianni e Conte”.
Alla domanda se il voto sulla fiducia possa incidere sui rapporti con la maggioranza, Sasso ha risposto che proprio per questo “stiamo riflettendo e valutando in modo profondo”.
Sulla stessa linea Edoardo Ziello, che ha ribadito come il gruppo si consideri “interlocutore naturale del centrodestra”, “convintamente alternativo alla sinistra” e pronto a dimostrarlo “nelle prossime elezioni in Aula”. Quanto alla strategia sul voto, ha chiarito che “la decide Vannacci, ci darà indicazioni”, precisando però un aspetto tecnico: “Un conto è esprimersi sulla fiducia al governo, un conto è il voto nel merito del decreto”.
Le reazioni politiche di maggioranza e opposizione
Dalla maggioranza è arrivata una risposta volta a minimizzare il peso politico della protesta. Giovanni Donzelli ha sostenuto che il Parlamento darà “un messaggio molto determinato e compatto” e che “ci sarà una maggioranza molto solida e non scalfita minimamente da questo aspetto”. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, si tratta di “numeri che non hanno un significato nell’equilibrio dell’Aula” e non incidono sulla posizione della politica estera del governo.
Più articolata la lettura di Carlo Calenda, che ha spostato l’attenzione sul quadro generale: “Io mi occupo dei miei che sono già faticosi e non lo so. Credo che alla fine lo riprenderanno in maggioranza serenamente quando ci saranno le elezioni, quindi credo di no. Ma il problema vero non è questo. Il problema è come fai a tenere una linea di politica estera con dentro Vannacci e Salvini. Come fai a tenere una linea di politica estera con dentro AVS e Movimento 5 Stelle che votano le stesse cose di Vannacci e Salvini. Questo è un punto che sembra non interessare a nessuno, come se fossimo in un’epoca normale della storia dove la politica estera non conta niente, invece è l’unica cosa che conta”.
Dall’opposizione di Alleanza Verdi e Sinistra, Marco Grimaldi ha attaccato la maggioranza sostenendo che “gli si è ristretta più che la maglietta, la maggioranza in questo caso”. Ha rivendicato la posizione del suo gruppo contro l’invio di armi, aggiungendo: “Noi siamo sempre stati contro l’invio degli armamenti, ma a differenza di questa maggioranza non siamo né putiniani né trampiani. Adesso è tutto più chiaro: ci sono i putiniani dentro questa maggioranza, lo sapevamo da tempo, e ci sono i trampiani”.
Critico anche Riccardo Magi, che ha accusato il governo di aver utilizzato la fiducia per gestire le divisioni interne: “Mi pare che il governo si è appena nascosto dietro una fiducia che è stata messa in Aula dal ministro Crosetto”. Secondo Magi, la spiegazione fornita dall’esecutivo “non convince”, perché con questo meccanismo “il nuovo gruppo di vannacciani avrà la possibilità di votare a favore della fiducia e votare contro il provvedimento”. A suo giudizio, “è stato trovato un modo per salvare capre e cavoli”, ma resta “un enorme problema su un tema di politica estera che secondo noi è dirimente”.
Da Forza Italia, infine, Alessandro Cattaneo ha ribadito la linea del partito: “La posizione della maggioranza di Forza Italia in primis non cambia e non cambierà. Siamo vicini al popolo ucraino che ha bisogno di difendersi e qualcun altro, come dire, ha cambiato idea”. Quanto al nuovo gruppo, ha osservato che “Vannacci è quanto di più lontano dalla nostra tradizione” e che “la storia di questi anni dice che chi esce dal perimetro del centrodestra tradendo il centrodestra ha poca fortuna”.



