Come prevedibile, il governo ha incassato la fiducia della Camera sul Decreto-legge inerente alla proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, per la sicurezza dei giornalisti freelance. I sì sono stati 207, i no 119 e gli astenuti 4. I tre deputati di Futuro nazionale Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo hanno detto sì. Tutta l’attenzione era proprio per l’esordio nell’emiciclo di Montecitorio del neonato partito del generale Vanancci e delle determinazioni che avrebbe preso in sede di voto.
«Noi di Futuro nazionale con Vannacci – ha chiarito subito Ziello – siamo un partito di destra che sa benissimo in quale perimetro collocarsi, che non è quello con le forze di sinistra che sta con chi picchia i poliziotti nelle manifestazioni e lo dimostriamo con chiarezza e con i fatti: manteniamo i nostri ordini del giorno che hanno un impegno chiaro, quello di fermare immediatamente ogni fornitura di armamenti all’esercito di Zelensky. Votiamo la fiducia, ma siamo contrari nel merito del provvedimento».
Poco prima del voto, il generale era stato ancora più preciso: «Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare. Infatti, ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione, a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti. Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità».
Dunque, la fiducia sì, il decreto sulla fornitura di armi all’Ucraina decisamente no, anche per non creare alcun gioco di sponda con il centrosinistra. Il testo sarà poi trasmesso al Senato per la seconda lettura parlamentare. In quel caso è previsto un voto unico su fiducia e decreto.
