Crisi Iran, opposizione attacca la maggioranza: “Ci accodiamo Trump, situazione tragica”. Le interviste | Video

martedì, 3 Marzo 2026
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Le tensioni in Medio Oriente tornano a salire dopo l’ultima escalation che ha coinvolto l’Iran, riaccendendo il confronto con Stati Uniti e Israele e aprendo uno scenario che molti osservatori definiscono imprevedibile. Il rischio di un allargamento del conflitto preoccupa con la Francia che ha predisposto l’invio della portaerei De Gaulle. Anche l’Italia guarda con attenzione agli sviluppi, considerando la presenza militare nel Golfo. Nelle ultime ore il governo ha riferito in Parlamento attraverso i ministri Tajani e Crosetto, ma dalle opposizioni è arrivata la richiesta di un intervento diretto della presidente del Consiglio. Lo Speciale ha raccolto le reazioni di maggioranza e opposizioni.

Crisi Iran, le reazioni di maggioranza e opposizione alle ultime notizie

Dal fronte della maggioranza, Giovanni Donzelli per Fratelli d’Italia difende l’operato dell’esecutivo e respinge le critiche. “Hanno riferito ieri ministri molto qualificati. La Meloni riferirà ovviamente parlerà sempre è sempre a raccontare al parlamento quello che accade. La sinistra quando non sa che dire dice la Meloni riferisca in parlamento. In questo momento vorremmo che visto che è un momento di difficoltà che anche le opposizioni tifassero Italia. Invece sono soliti andare contro anche in questa occasione. Ma speriamo che il senso dello Stato e della gravità della situazione porti tutti anche a un senso di responsabilità”.

Sulle polemiche relative al ministro della Difesa Guido Crosetto, Donzelli si scontra con un giornalista: “Rispetto la sua opiznione, dopodiché per me restano e sono dei ministri molto preparati. A lei non piacciono come ministri, è legittimo, ma sono i ministri competenti e quindi loro hanno riferito al Parlamento. Se a lei non piacciono è libero di avere la sua opinione. Io sono rimastomolto soddisfatto alle loro audizioni. Lei la pensa diversamente. È legittimo perché questa è la democrazia”.

Sempre dalla maggioranza, il vice presidente della Camera in quota FI Giorgio Mulè inquadra la crisi partendo dalla natura del regime iraniano e dal dossier nucleare: “Innanzitutto dell’Iran sappiamo non da adesso, ma da decenni, che si trova in una condizione di una teocrazia che umilia, sopprime qualsiasi forma di dissenso perché si basa sull’esistenza di una legge che punisce nemici di Dio e che è intollerabile in qualsiasi civiltà, non solo occidentale. L’Iran era ed è un pericolo attuale perché in barba qualsiasi indicazione internazionale continuava ad arricchire l’uranio arrivando a percentuali che erano prossime a quelle di un ordigno micidiale e aveva manifestato nelle sue intenzioni quella della cancellazione dello stato di Israele e del non diritto di esistere di Israele. A furia di tirare questa corda, la corda si è rotta, le avvisagie le avevamo già avute. Questa accelerazione produce una destabilizzazione in quel quadrante medio orientale rispetto al quale le autorità sovranazionali, con l’ONU in testa, dovrebbero riacquistare un ruolo che viene occupato da iniziative come quelle degli Stati Uniti”.

Mulè richiama anche il tema della presenza italiana nell’area: “Noi siamo presenti nel Medio Oriente, abbiamo una base con 300 soldati militari dell’Aeronautica militare in Kuwait, siamo presenti in Iraq, siamo presenti in Libano, quindi la nostra presenza non è episodica, ma anzi è strutturata e riconosciuta da quei paesi del Golf come una presenza non solo amica, ma portatrice di valori condivisi. È il momento in cui non bisogna pensare a unescalation, ma bisogna pensare a come disinnescare un ulteriore ulteriori passi che vanno in una direzione di un conflitto che porta soltanto a un ulteriore disordine mondiale di cui non si sente la necessità”.

Dall’opposizione Angelo Bonelli parla invece di uno scenario globale e chiama in causa direttamente la presidente del Consiglio: “Siamo in una guerra globale che rischia di coinvolgere anche l’Europa e devo dire che questa destra a livello globale sta portando guerre in tutte le parti del pianeta. E dico alla presidente Meloni che dovrebbe venire in Parlamento a spiegare la ragione per la quale il suo grande amico Donald Trump non ha ritenuto di dover avvertirci mettendo a rischio i nostri italiani all’estero, ma con un conflitto che adesso è imprevedibile perché quello che sta accadendo è veramente molto drammatico”.

Critica anche Laura Boldrini, che punta il dito contro l’assenza di una linea chiara. “Ieri sono venuti due ministri in commissione esteri e difesa, Tajani e Crosetto, ma veramente non hanno risposto alle domande. Siamo ci siamo trovati di fronte a due ministri il cui slogan era staremo a vedere. Non c’è una linea politica, non c’è un posizionamento italiano, se non quello di aspettare le decisioni di Trump, perché l’unico posizionamento italiano in politica estera è aspettare che Trump decida, dopodiché l’Italia si accoda. Questo contro gli interessi degli italiani e delle italiane. Quindi, ecco, è la solita è la solita situazione e questo è molto molto preoccupante perché questa guerra mi sembra che si stia allargando con implicazioni che adesso è molto difficile anche poter immaginare”.

Riccardo Magi esprime dubbi sugli effetti dell’escalation rispetto a un possibile indebolimento del regime iraniano: “Ci sono forti dubbi che questo possa portare a un crollo del regime, un crollo del regime che noi vorremmo vedere già oggi e ma i segnali che arrivano sono intanto quelli di un aumento della repressione nei confronti dei cittadini iraniani. Eh, il problema è proprio che non esiste in questo momento con le situaz con la grave repressione che avviene, sanguinaria repressione che avviene, pensate dall’inizio dell’anno 500 esecuzioni capitali in Iran più decine di migliaia di persone uccise per le strade nella repressione delle manifestazioni. Non c’è un’opposizione organizzata che può anche cogliere i frutti di una indebolimento del regime a causa dell’attacco militare e questo ci sembra qualcosa che può portare a una sopravvivenza del regime e che preoccupa molto”.

Infine Nicola Fratoianni chiama in causa il diritto internazionale: “È una situazione tragica quella che stiamo assistendo e noi siamo invece affinché questo imbarazzo venga meno con un ritorno alla libertà dei cittadini dell’Iran e che il governo che lo gestirà non sia un governo che sostenga il terrorismo e che sostenga tutte le tragiche manifestazioni che ha rappresentato in questi anni, creando specialmente in quell’area veramente delle situazioni appunto drammatiche. All’ennesima un’azione unilaterale di Israele e Stati Uniti. Sì, ed è incontestabile. Il governo italiano ha qualcosa da dire su questo oppure va bene così? Va bene che siamo abituati al diritto internazionale fino a un certo punto, ma francamente si sta superando ogni limite”.

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