Referendum frasi Bartolozzi dividono. Donzelli: “Parole travisate”. Interviste maggioranza e opposizione | Video

martedì, 10 Marzo 2026
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Nel pieno della campagna per il referendum sulla riforma della giustizia, il confronto politico si è improvvisamente concentrato su alcune dichiarazioni di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio. Durante un intervento televisivo, Bartolozzi ha utilizzato toni durissimi nei confronti della magistratura, definendola un “plotone d’esecuzione” e legando esplicitamente il voto favorevole alla riforma alla necessità di superare un sistema che, a suo dire, finirebbe per colpire persone, carriere e reputazioni prima ancora che arrivi una sentenza definitiva.

Parole pronunciate in un momento delicato, con il Paese chiamato alle urne su una riforma che tocca uno dei pilastri dell’assetto costituzionale: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e, più in generale, l’equilibrio tra i poteri dello Stato con il sorteggio per il CSM. Le frasi hanno rapidamente oltrepassato il perimetro del dibattito tecnico, trasformandosi in un caso politico nazionale e diventando uno dei temi centrali dello scontro tra maggioranza e opposizioni.

Dal fronte di governo si è tentato di ridimensionare la portata delle dichiarazioni, sostenendo che il senso dell’intervento sarebbe stato enfatizzato e letto fuori contesto. Le opposizioni, invece, hanno interpretato quelle parole come la conferma di un’impostazione politica ostile all’autonomia della magistratura, rilanciando l’episodio come prova della natura della riforma sottoposta a referendum.

Referendum, polemica per le frasi di Bartolozzi: le interviste a maggioranza e opposizione

Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, ha difeso ai microfoni de Lo Speciale l’operato del ministero e invitato a riportare l’attenzione sul merito della consultazione: “Ha già risposto il ministro. Poi, ascoltando anche il video, mi sembra che siano state volutamente esagerate e travisate alcune parole, perché trascurare un ‘che’ cambia la frase. Se io dico che dobbiamo impedire le manifestazioni che sfociano in violenza, non vuol dire che dobbiamo impedire tutte le manifestazioni perché tutte sfociano in violenza. E lei ha detto questo: si riferiva alla magistratura che è un plotone d’esecuzione, quindi a quella parte della magistratura. Dopodiché ha parlato il ministro, siamo tutti perfettamente d’accordo con lui, mi sembra la vicenda sia abbondantemente chiusa. Non è certo che i cittadini debbano votare sulle parole travisate volutamente dalla sinistra su Bartolozzi, devono votare nel merito della riforma. Guardi, decidono gli italiani se c’è o se non c’è. Non lo decidono né i sondaggi, né le televisioni, né noi. Gli italiani ancora devono votare, quelli all’estero stanno votando ora. Gli unici voti che contano sono questi, perché finché gli italiani non votano non c’è nessun sondaggio. Sarebbe come dire: non era vero che c’era un vantaggio prima, non è vero che c’è un pareggio adesso. Vedremo quello che voteranno gli italiani nel merito della riforma, mi auguro, non con forzature, bugie, fake news o polemiche strumentali”.

Sulla stessa linea Paolo Barelli di Forza Italia, che ha però sottolineato soprattutto la dimensione politica ormai assunta dal confronto: “Ma io non ho ben seguito la questione delle frasi della Bartolozzi, se ci sono state delle esagerazioni. Ormai siamo in una situazione di contrapposizione netta, non nel merito della riforma della magistratura e quindi della separazione delle carriere, ormai diventata un po’ una lotta politica. Però non ho seguito nel dettaglio. Noi insistiamo che è un voto per il sì al referendum nell’interesse dei cittadini, per una giustizia giusta e un giudice veramente terzo al cospetto dell’avvocato difensore e della pubblica accusa, che è il pubblico ministero”.

Di segno opposto l’intervento di Nicola Fratoianni, che ha attaccato frontalmente la maggioranza: “Sì, sono i migliori sponsor del No, ma non perché non sono capaci, diciamo la verità: perché dicono quello che pensano e alla fine questo è il punto. La natura politica di questa controriforma è esattamente quella del delegittimare la magistratura. Noi lo diciamo dall’inizio, ci hanno accusato di inventarci argomenti inesistenti, ma ogni volta che parlano lo confermano, con toni diversi. Questo forse è il più grave di tutti. La magistratura è un plotone d’esecuzione, con la riforma ce ne liberiamo, ce li togliamo davanti: siamo francamente oltre. Dovrebbe dimettersi seduta stante o essere dimessa dal ministro, seduta stante, più un minuto. Però la sostanza è sempre quella. È sempre quella di Giorgia Meloni che nella conferenza stampa di inizio anno dice che la magistratura così remerà nella stessa direzione del governo, che non ci saranno invasioni di campo, non ci sarà il boicottaggio. C’è l’idea di rimuovere costantemente il fatto che questa è una Repubblica fondata sulla divisione dei poteri”.

Critico anche l’esponente del Partito Democratico Walter Verini, che ha collegato le frasi al tema dell’equilibrio istituzionale: “Nordio e la dottoressa Bartolozzi sono importanti testimonial per il No, per le loro frasi e per i loro comportamenti. Non dimentichiamo che si sottraggono al giudizio della magistratura, per esempio sul caso Almasri. E con quelle frasi davvero incredibili, prima quelle di Nordio nei confronti del CSM ‘paramafioso’ e poi quelle dette ieri dalla dottoressa Bartolozzi, prefigurano quale idea abbiano della separazione dei poteri e dei principi della Costituzione. Io sono convinto che gli italiani abbiano già capito come questa riforma colpisca in radice principi fondamentali, a partire dall’indipendenza della magistratura. Queste frasi sono un aiuto a capirlo. Per le mille occasioni di confronto che ho ogni giorno, sono convinto che il No sia la risposta che arriverà dalle urne”.

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