Scia di sangue senza sosta in Iran. La tv di stato iraniana ha riportato di una forte esplosione in piazza a Teheran dove si sarebbero dovute svolgere delle manifestazioni mentre è notizia di poche ore fa: un aereo statunitense Kc-135 è precipitato nell’Iraq occidentale causando la morte di quattro militari americani. Come se non bastasse la Turchia ha reso noto che un proiettile balistico lanciato dall’Iran ed entrato nello spazio aereo turco è stato neutralizzato dai sistema di difesa aerea e missilistica della Nato dispiegati nel Mediterraneo orientale. Un militare francese è morto durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq. Un bollettino di guerra davvero senza sosta alcuna. E dopo due settimane dall’inizio delle ostilitàil presidente Emmanuel Macron su X annuncia che alcuni militari francesi sono rimasti feriti. La Francia è in cordoglio e al fianco loro e delle famiglie. La loro presenza aggiunge il capo dell’Eliseo proprio in Iraq si inserisce nel quadro della lotta al terrorismo e la guerra in Iran non può giustificare tali attacchi. Nel mentre il primo messaggio alla nazione della nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei risuona ovunque e incita a non arrestare la lotta all’Occidente. Nel mentre le criticità che a livello globale avranno ripercussioni altissime. Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, i Paesi della regione secondo il nuovo Ayatollah devono chiudere le basi americane. Ma pericolo numero uno secondo un’indiscrezione del New York Times: Teheran ha iniziato a posare mine nello Stretto. Vola il petrolio che tocca i 100 dollari al barile, crolla la produzione nel Golfo. L’Italia svincola quasi 10 milioni di barili delle sue riserve. Borse in rosso. Intanto dall’esecutivo fanno sapere che il raid contro la base militare italiana di Erbil è stato un attacco deliberato. A sottolinearlo il ministro della Difesa Crosetto annunciando che per i 141 militari attualmente presenti nella base era già programmato un rientro. ‘A quanto pare stanno tutti bene ma verranno spostati in tempi rapidi, così come è stato fatto in Kuwait. La conferma arriva anche dal Capo della Farnesina Tajani, che annuncia una riduzione di personale anche all’ambasciata di Baghdad e al consolato di Erbil. Staremo a vedere per ora lo scenario di guerra rimane davvero teso.



