Raid israeliano su Teheran: uccisi il responsabile della Difesa Larijani e il capo dei Basij Soleimani. Katz: «Sono all’inferno»

martedì, 17 Marzo 2026
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Soleimani

A quasi tre settimane dall’inizio della guerra mediorientale, Israele elimina altri due pezzi da novanta del regime iraniano. Stanotte nel corso di alcuni attacchi mirati su Teheran sono stati uccisi il potente segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale Ali Larijani e il comandante dei Basij, Gholamreza Soleimani. L’ha confermato il ministro della Difesa israeliano Katz. Larijani era considerato l’uomo più influente del regime e il leader di fatto della Repubblica islamica dopo la morte di Khamenei padre.

I media statali iraniani al momento non hanno confermato i decessi. Larijani, 67 anni, proviene da una delle famiglie politiche più famose dell’Iran. Ex presidente del Parlamento, era stato incaricato di consigliare il defunto Ali Khamenei sulla strategia da condurre nei negoziati sul nucleare con l’amministrazione Trump. Ha anche ricoperto la carica di segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, il massimo organo di sicurezza del Paese. Soleimani, invece, era a capo delle milizie Basij, che l’esercito israeliano ha definito “l’apparato armato del regime terroristico iraniano”. È stato sanzionato dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e da altre nazioni per il suo ruolo nella repressione del dissenso per anni attraverso le feroci milizie Basij. L’uccisione di Soleimani potrebbe ora mettere in difficoltà proprio il comando e il controllo delle Basij, cruciali per reprimere qualsiasi rivolta interna contro la teocrazia. Le Basij e altre forze di sicurezza interne sono state finora bersaglio di attacchi sia degli americani sia degli israeliani. L’annuncio è giunto dopo che l’esercito israeliano aveva precedentemente dichiarato di aver condotto una “vasta ondata di attacchi” sulla capitale iraniana e di aver intensificato le operazioni contro i militanti di Hezbollah, sostenuti dall’Iran, in Libano. «Sono appena stato informato dal capo di stato maggiore che il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij (Soleimani) – ha annunciato non senza enfasi Katz – sono stati eliminati questa notte e si sono uniti al capo del programma di annientamento Khamenei e a tutti i criminali dell’asse del male nelle profondità dell’inferno».

Nato il 3 giugno 1958, Larijani era stato sanzionato dal Dipartimento del Tesoro statunitense a gennaio, a seguito della violenta repressione da parte di Teheran delle manifestazioni anti-regime. Il Dipartimento Usa lo ha identificato come «responsabile del coordinamento della risposta alle proteste per conto della Guida Suprema dell’Iran». Secondo il Dipartimento del Tesoro Usa, “Larijani è stato uno dei primi leader iraniani a invocare la violenza in risposta alle legittime richieste del popolo iraniano. Le proteste nazionali di gennaio e la violenta repressione che ne seguì causarono migliaia di morti e decine di migliaia di arresti. Larijani era stato una figura conservatrice all’interno della teocrazia iraniana. Ha ricoperto la carica di Presidente del Parlamento dal 2008 al 2020. Tuttavia, con l’aumentare delle pressioni interne ed esterne, Larijani ha iniziato a lanciare minacce più intransigenti. Il fratello di Larijani, Sadeq, era stato a capo del sistema giudiziario iraniano. Il defunto Khamenei aveva impedito a Larijani di candidarsi alla presidenza nel 2021, dopo che quest’ultimo si era presentato come un candidato pragmatico favorevole al ritorno all’accordo sul nucleare iraniano del 2015 con le potenze mondiali.

Dopo l’uccisione della guida suprema Ali Khamenei, il presunto, grave, ferimento del figlio e attuale guida suprema Mojtaba Khamenei e l’uccisione di diversi alti esponenti iraniani, a partire da diversi comandanti dei Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, considerati oggi i veri detentori del potere nella Repubblica islamica, accusano però un altro durissimo colpo.

Benjamin Netanyahu non si ferma e si “gode” la sua guerra totale dopo aver avallato le operazioni di terra anche in Libano. Nelle scorse ore ha richiamato l’ex ministro e negoziatore israeliano Ron Dermer con il Libano. «Il premier mi ha chiesto di intervenire – ha detto Dermer – ma per raggiungere un’intesa Hezbollah deve essere disarmato».

Nel frattempo, almeno tre persone sono state uccise negli ultimi raid aerei israeliani nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall’agenzia governativa libanese Nna. Le fonti affermano che il bombardamento ha colpito la città di Bint Jbeil, dove oltre alle tre vittime si registrano anche diversi feriti trasportati negli ospedali della zona. Nelle ultime ore l’aviazione israeliana ha condotto altri attacchi contro diverse località del Libano meridionale, tra cui Jarmaq nel distretto di Jezzine; Yohmor Shqif nella regione di Nabatiye e Aitit nel distretto di Tiro. Ad Aitit tre persone sono rimaste ferite in seguito a due successive incursioni di droni israeliani, secondo quanto riferisce la stessa agenzia ufficiale libanese.

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