La battaglia contro le restrizioni green del sindaco Gualtieri si fa sempre più dura. Da una parte i cittadini ormai ingabbiati in percorsi impossibili; dall’altra il mito della città ideale che diventa utopia. “Lo Speciale” ne ha parlato con Gian Piero Covelli che, a nome della sua associazione Rinascita solidale, ha le idee chiare per far rinascere “diversamente” Roma.
Covelli, dai segnali stradali agli autovelox, sembra quasi una corda che si stringe intorno al collo: prima ci dicono che le limitazioni riguardano solo certe vie del centro storico, con la consueta narrazione, inquinamento, riduzione degli incidenti etc, poi i cartelli coi 30km allargati a tutta la fascia di Roma che oltrepassa di gran lunga lo stesso centro storico; stiamo parlando di tutti in quartieri limitrofi. Infine, i segnalatori Ztl a traffico limitato ovunque. Dove si vuole arrivare?
“Condivido la metafora. E’ una corda che si stringe intorno al collo in una tenaglia demoniaca … Lo scopo palese dell’Amministrazione comunale a guida Gualtieri, guarda caso uguale a quella di Milano, sempre governata dal Pd, è fare cassa col pretesto di un’utopia ideologica, infischiandosene del comfort delle persone toccate oltre misura nel loro portafoglio … la scusa, ripeto, è il green, ma platealmente è una modalità per fare soldi. E cittadini diventano solo mucche da mungere”.
E lei come vive questa difficoltà organizzata dall’alto?
“Per capire quanto sia disonesta ed incongrua la deriva comunale le faccio un esempio diretto. Mi trovavo a Monteverde, ho alzato il piede dall’acceleratore, ma la mia macchina andava comunque a 35 km/ora e non a 30, come da cartello posto da poco, e quindi, possibile futura multa. L’obbligo dei 30km è meccanico, come le quote rosa, non tiene conto della fluidità, delle oscillazioni orarie del traffico; non ci sono parcheggi, i mezzi pubblici non passano e quando passano sono sempre pieni, i taxi sono pochi e si fanno aspettare per ore. E non dimentichiamo i progetti del Pnrr che riguardano una città virtuosa, moderna, con tanti servizi pubblici, monopattini e piste ciclabili. A pensar male”.
Lei, che nel suo motto parla di “sguardo per Roma”, come vede in prospettiva questa imposizione green allargata anche a tanti aspetti della vita pubblica? Non le pare, come sembra di capire dalle sue parole, il segno di una città ideologica e non realistica, che ha come obiettivo espellere dal centro le persone, riducendolo a un museo a cielo aperto, sede solo delle istituzioni, del ceto politico e luogo esclusivo per turisti, condannando le periferie all’abbandono e al degrado?
“E’ chiaro, il sindaco di sinistra gradualmente e inesorabilmente sta cacciando i romani dal centro. E le periferie saranno sempre più considerate dei meri quartieri satelliti scollegati toponomasticamente, geograficamente e culturalmente dal centro. La pedagogia etica della sinistra si è rivelata per quello che è: fasulla, pericolosa, funzionale unicamente alle élites e ai benestanti, i cosiddetti cittadini Ztl”.
Cosa farebbe al posto di Gualtieri?
“Il modello di Smart city proposto è sbagliato. Noi da sempre andiamo cercando un modello a dimensione d’uomo, una città moderna, con servizi efficienti; ma cosa si intende per mandare a piedi le persone rendendo irraggiungibili alcuni posti per molti? Il problema del traffico a Roma è strutturale e di mentalità. Non dimentichiamo che troppo spesso ci troviamo di fronte a famiglie composte da quattro persone con quattro macchine e questo non è pensabile, né più accettabile, sia per la viabilità, sia per la mancanza oggettiva di parcheggi. Per quanto riguarda le proposte, bisogna prima rispondere a una domanda: Roma, la capitale dell’Italia e la culla della cristianità universale, per chi deve essere? Per la politica, per i romani, per i turisti? Se è per i romani, azzardo una provocazione: ci dovrebbe essere una moratoria e una calmierazione delle multe comminate in centro, o addirittura una sanatoria, parola folle per la sinistra. Ma è scontato che il sindaco spinga nella direzione opposta. Poi, andrebbe ripensata la zona green, trovando un equilibrio tra il patrimonio storico, architettonico e paesaggistico da tutelare e le esigenze reali dei cittadini. Non dimentichiamo che ci sono pure i legittimi interessi dei commercianti. Infine, immagino un potenziamento dei bus navetta, più un’anagrafica seria delle vetture abilitate ad attraversare il centro, con sanzioni degne di nota per chi trasgredisce”



