La Spagna chiude lo spazio aereo ai voli coinvolti nel conflitto in Iran. L’Australia agli Usa: «Quali sono gli obiettivi della guerra?»

lunedì, 30 Marzo 2026
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Spagna

Per la Spagna la guerra scatenata da Trump all’Iran è illegale. Lo ha ribadito a chiare lettere il premier Pedro Sanchez. Nolo solo. Nelle ultime ore Madrid ha di nuovo negato l’uso delle basi militari di Rota e Moron e ha chiuso il proprio spazio agli aerei coinvolti nell’operazione militare contro l’Iran, segnando una posizione di netta distanza, anche da molti partner europei, dall’intervento di Stati Uniti e Israele. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi, secondo fonti militari e governative riportate da El Pais. Sanchez lo ha dichiarato la scorsa settimana riferendo al Congresso sulla posizione di Madrid nel conflitto in Medio Oriente. «Abbiamo negato agli Stati Uniti l’uso delle basi di Rota e Moron per questa guerra illegale. Tutti i piani di volo che prevedono azioni legate all’operazione in Iran sono stati respinti. Tutti, compresi quelli degli aerei di rifornimento».

Il veto si estende quindi anche al sorvolo dello spazio aereo spagnolo da parte di bombardieri e aerei logistici coinvolti nell’operazione. E’ prevista un’unica eccezione: situazioni di emergenza, in cui può essere autorizzato il transito o l’atterraggio. Restano invece attive le missioni statunitensi previste dagli accordi bilaterali, come il supporto logistico delle truppe Usa in Europa. Anche l’assistenza tecnica alla navigazione aerea, fornita dal centro di controllo di Siviglia, continua per voli che non entrano nello spazio aereo spagnolo, ma che attraversano lo Stretto di Gibilterra, all’estremo sud della penisola iberica, come i bombardieri B-2 Spirit, che partono dalla base di Whiteman, nello Stato del Missouri, attaccano in Iran e ritornano in un volo di oltre 30 ore senza scali, segnala il quotidiano. La posizione di Madrid, maturata dopo settimane di negoziati con Washington, si fonda sulla mancanza di copertura giuridica internazionale all’intervento militare, in assenza di un mandato di Onu, Nato o Ue. Questo ha comportato il ritiro dal territorio spagnolo di diversi aerei cisterna statunitensi, vettori-chiave per le operazioni offensive. Tuttavia, Madrid continua a partecipare alle attività difensive della Nato, con la protezione di Paesi alleati e il monitoraggio delle minacce missilistiche. E collabora alla difesa di Turchia e Cipro, onorando gli impegni con l’Alleanza e la Ue.

Quanto ai presunti contatti tra Washington e Teheran, secondo il ministero degli Esteri iraniano, il piano americano in 15 punti per porre fine alla guerra è irrealistico. Il portavoce Esmail Baghaei ha detto che le proposte ricevute dalla Casa Bianca, indipendentemente dal numero dei punti, contengono richieste eccessive e non accettabili. Il rappresentante iraniano ha ribadito che non ci sono stati colloqui con gli Usa, solo messaggi tramite intermediari. Al momento, ha affermato, gli sforzi di Teheran sono concentrati principalmente sulla propria difesa.

Intanto il primo ministro australiano Anthony Albanese ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di specificare gli obiettivi nella guerra in corso contro l’Iran, aggiungendo che Washington deve chiarire se il cambio di regime rientra ancora tra i suoi obiettivi strategici. «Voglio maggiore chiarezza sugli obiettivi della guerra e auspico una de-escalation», ha dichiarato all’emittente australiana “Abc News escludendo l’invio di forze navali per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz.

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