Come nel 1985: l’Italia nega l’uso della base di Sigonella agli aerei americani

martedì, 31 Marzo 2026
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Sigonella

Un altro “no” per Sigonella. È quello che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto qualche sera fa ai vertici militari americani che avevano chiesto di poter utilizzare la base siciliana come scalo per gli aerei diretti in Medio Oriente. Lo ha rivelato il Corriere della Sera spiegando che la notizia è stata tenuta riservata. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che potrebbe incidere sui rapporti diplomatici tra Italia e Stati Uniti. 

Secondo il Corriere, Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni aerei Usa prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano, ecco il “vulnus”, era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo.

Non si trattava di voli normali o logistici, quindi non sono compresi nel trattato tra i due Paesi. Lo stesso Crosetto, ricorda il Corsera, aveva dichiarato che ogni operazione che non rientri nei trattati e debba essere autorizzata va sottoposta al vaglio del Parlamento.

Dunque non ci sarebbero stati dubbi rispetto alla decisione da assumere considerando che non è stata richiesta alcuna autorizzazione. Anche perché, ricorda il Corsera, gli aerei indicati nel Piano di volo hanno il cosiddetto «caveat» (limitazioni nazionali applicate alle operazioni militari congiunte) e non possono atterrare a meno che non ci siano emergenze.

A questo punto il Comandante di Stato Maggiore ha informato il Comando Usa della decisione presa: nessun aereo può atterrare a Sigonella senza autorizzazione e senza consultazione preventiva. Va da sé che l’Italia ha messo in conto l’apertura di una crisi diplomatica come accadde nel lontano 1985 quando l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi negò agli americani (presidente Ronald Reagan) la base di Sigonella.

Nei giorni scorsi il governo aveva subito alcuni attacchi da parte del Movimento 5 Stelle proprio sul possibile utilizzo della base di Sigonella come possibile causa del trascinamento in guerra del nostro Paese. «L’Italia rischia di essere trascinata nella guerra di Trump e Netanyahu in Medio Oriente non più solo indirettamente con la base di Sigonella, cruciale per il supporto logistico e di intelligence alle operazioni belliche, assieme alla stazione di comunicazione satellitare Muos di Niscemi, ma – avevano detto i capigruppo delle commissioni Difesa ed Esteri di Senato e Camera, Alessandra Maiorino e i deputati Arnaldo Lomuti e Francesco Silvestri – direttamente con la sua fregata missilistica Luigi Rizzo e i suoi 168 marinai di equipaggio attualmente impegnata nella missione navale europea Aspides nel Mar Rosso, nuovamente sotto minaccia da parte degli Houthi yemeniti dopo il loro annuncio d’ingresso in guerra a fianco dell’Iran. A Bruxelles si torna a valutare la modifica del mandato della missione per consentire alle navi da guerra europee non solo di abbattere missili e droni che minacciano i mercantili e le petroliere scortate, ma anche di attaccare le postazioni di lancio sulla costa dello Yemen per neutralizzare la minaccia, cosa che in passato facevano gli Stati Uniti, ma che non è più garantito continuino a fare. Chiediamo a Crosetto – avevano concluso i parlamentari – di chiarire quale sia la posizione del governo italiano in merito a un’eventuale nuova richiesta di cambio delle regole di ingaggio della missione, di cui ricordiamo che la nostra fregata svolge il ruolo di quartier generale imbarcato».

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