«Giuseppe Conte? Sarebbe un ottimo leader… ma per guidare il Pd». Pensiero e parole di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, quest’ultimo fondatore insieme a Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle nell’ormai lontano 2009.
Non ci sono più i grillini di una volta, avrà pensato Casaleggio junior, che ha assistito alla mutazione genetica di coloro che avrebbero voluto aprire il Parlamento con un apriscatole e invece si sono gradualmente adeguati al sistema che volevano radere al suolo.
In un’intervista al Corriere della Sera, Davide manda più di qualche frecciata all’attuale presidente “unico” del Movimento. «Conte lasci il simbolo. Penso che il miglior modo di rispettare la storia del Movimento sia chiarire che si tratta di una grandiosa avventura con valori che oggi non esistono più. C’è una sentenza del Tribunale di Genova che chiarisce che il logo non è di proprietà dell’attuale associazione».
Quanto al cosiddetto Campo largo, non mostra alcun entusiasmo: «Lo vedo sempre più stretto». Probabilmente allude anche alla malcelata volontà dell’”avvocato degli italiani” di assurgere a leader del centrosinistra, pena il mancato accordo con le altre forze dell’alleanza.
Poi ricorda con affetto uno dei più importanti lasciti del padre Gianroberto: «Il blog, lo stiamo trasformando. Farà un passaggio di stato con il progetto Avalon: l’intelligenza artificiale analizza i suoi scritti, la sua visione, e genera ogni settimana un post che collega il suo pensiero ai fatti di oggi. È un modo per dimostrare che la tecnologia può preservare un patrimonio intellettuale rendendolo vivo».
La replica di Conte è arrivata qualche ora dopo: «Le parole di Davide Casaleggio? Non commento le valutazioni, le battute, rispettiamo le opinioni di tutti però il percorso nostro è stato ben chiaro e sicuramente una svolta è arrivata quando abbiamo chiarito che per una forza democratica la piattaforma deve essere del Movimento, non di una singola persona che la gestisce perché oggi, lo stiamo vedendo con i grandi giganti del web, chi possiede gli strumenti digitali, comanda. Noi abbiamo oggi la nostra piattaforma, è del Movimento e di tutti gli iscritti, non è neppure di Giuseppe Conte. Oggi abbiamo una democrazia non più decisa con un quiz dal capo di turno che lo mette in votazione, abbiamo processi deliberativi dal basso».
Ma la partita tra il passato recente e il futuro prossimo del Movimento sembra tutt’altro che chiusa.



