Iran-Usa, la difficile road map verso la pace interrotta dai dictat israeliani

venerdì, 10 Aprile 2026
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E’ botta e risposta tra Washington e Iran il giorno che entrambi gli schieramenti e le delegazioni diplomatiche si sono dati appuntamento a Islamabad in Pakistan per studiare la migliore strategia e verosimilmente un auspicabile cessate il fuoco. Tra di loro incombe come una mannaia la posizione purtroppo ostile di Israele che non inter de cessare il fuoco con Hezbollah in Libano. Le prime notizie che trapelano nelle prime ore di questa importante giornata sull’asse mediorientale sono quelle relative alla decisione del Capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir che ha affermato senza mezze misure che le forze israeliane continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che non sono in un cessate il fuoco’con Hezbollah ma in un netto e reale stato di guerra. La notizia fa il giro come un tam tam nei circuiti internazionali, mentre da stamane in tutto lo Stato di Israele e scattata l’allerta aerea e via terra comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano e al confine. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall’Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Hezbollah ha pubblicato diverse dichiarazioni su Telegram e su canali protetti affermando di aver lanciato tre ondate di attacchi missilistici e con droni nelle prime ore del mattino contro soldati israeliani su entrambi i lati del confine, nonché contro una città nel nord di Israele. Dal canto suo il Presidente americano Trump critica Teheran su Hormuz: “L’Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l’accordo che abbiamo”.  Queste le parole del Tycoon da  Washington e lascia al suo sostituto Vance la patata bollente della diplomazia nella due giorni in Pakistan. Detto fatto l’accordo sulle prime sarà questo: l’Iran consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno. Gli Usa chiedono ad Israele una de-escalation in Libano e il premier Netanyahu apre a negoziati con Beirut ma promette: ” Non ci sarà nessuna tregua con Hezbollah”. A condannare fermamente sin dalle prime luci dell’alba i raid israeliani sono tutte le cancellerie europee ma anche Mosca, Ankara e il Pakistan, che per tutto il weekend ospiterà i colloqui tra la delegazione di Teheran e quella di Washington guidata da Vance in una road map che tutti ci auguriamo porti davvero alla pace.

 

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