Netanyahu goodbye: Meloni annuncia lo stop dell’accordo di Difesa con Israele

martedì, 14 Aprile 2026
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Caro Netanyahu, il governo italiano ti dice goodbye. Prima o poi doveva accadere: Giorgia Meloni ha preso le distanze dalla politica di Israele. L’impopolarità della guerra in Iran, scatenata da Donald Trump su forte pressione del premier israeliano, è troppo impopolare per non imporre a Palazzo Chigi un mutamento di rotta

E questo mutamento è arrivato. La premier lo ha sancito oggi, a Vinitaly,  annunciando lo stop all’accordo di Difesa con Israele: «In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele». Questa collaborazione commerciale-militare con Gerusalemme risale al  2005 è stata automaticamente rinnovata ogni cinque anni. Questo stop è anche e soprattutto  un segnale politico nei confronti degli attacchi e dei raid compiuti dall’esercito israeliano in Libano, azioni già condannate dall’Italia e dai governi europei.

La sospensione del memorandum con Israele è stata formalizzata da una lettera inviata dal ministro della difesa italiano Guido Crosetto al suo omologo a Gerusalemme Israel Katz. Secondo il governo israeliano la decisione di Roma non avrà però effetti pratici. Il portavoce del ministero degli Esteri si è limitato a dire che «non abbiamo un accordo di sicurezza con l’Italia ma solo un memorandum che non ha mai avuto un contenuto concreto». È evidente il tentativo di Gerusalemme di sdrammatizzare la presa di distanza dell’Italia.

Meloni è tornata anche sui rapporti con Trump e le critiche per gli  attacchi del presidente Usa al papa Leone XIV: «Penso di essere stata molto chiara. Non so quanti altri leader le abbiano espresse. Ecco, questo per quelli che dicono che ci sarebbe una sudditanza».

Ma la carta più importante che la premier si appresta a giocare riguarda la possibile richiesta italiana di sospensione del patto di stabilità. «Penso che l’Europa – ha  detto  Meloni -non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi può avere nei prossimi mesi. Penso che farebbe un enorme errore di valutazione se considerasse di muoversi troppo tardi». Lo stop al Patto – ha poi puntualizzato – «non va inteso come misura verso il singolo Stato membro, ma come misura generalizzata».

La politica del governo italiano sta per cambiare rotta. Vedremo presto dove porterà questa improvvisa accelerazione.

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