Colloqui rimandati tregua prolungata almeno così sembra e le trattative arrivano ad un punto di stallo che non fa presagire nulla di buono. E se l’incertezza sul fronte di un accordo tra Iran e Usa era presente già nella giornata di ieri oggi diventa un dato di fatto. Da Washington prendono tempo e da Teheran c’è poca fiducia sul mettere fine a questo conflitto che sta avendo ripercussioni commerciali ed economiche in tutto il mondo. Già oggi il greggio torna a schizzare alle stelle nelle borse di tutto il mondo. La Casa Bianca e gli sforzi diplomatici che vedono il vice di Trump Vance e i suoi fidi ambasciatori della pace Witkoff e Kushner immobili e a quanto pare che non si sono mossi dagli States, questo fa si che il dialogo sul fronte del conflitto con l’Iran per ora abbia una seria battuta d’arresto con tutte le implicazioni che ne seguono sullo scenario geopolitico mondiale. L’Unica certezza di oggi è che la tregua è stata prolungata almeno dal governo americano e il nodo rimane sempre la riapertura dello Stretto di Hormuz ancora chiuso ad ogni tipo di traffico commerciale. Dal canto suo l’Iran ha deciso di non partecipare ai colloqui odierni, giudicandoli una perdita di tempo. Fiducioso e ottimista Donald Trump che ha deciso di estendere il cessate il fuoco ad un tempo indefinito e fino al momento in cui verrà presentata la proposta dell’Iran e le discussioni saranno concluse, in un senso o nell’altro. Mentre nelle ultime ore sono circolate ricostruzioni controverse su un presunto tentativo di Donald Trump di utilizzare i codici nucleari contro l’Iran. A rilanciare l’ipotesi è stato l’ex analista della CIA Larry Johnson, secondo cui Trump sarebbe stato fermato dal generale Dan Caine durante una presunta riunione d’emergenza al Pentagono avvenuta nei giorni scorsi. Johnson, ha parlato di un confronto acceso con i vertici militari, sostenendo che Caine si sarebbe opposto invocando la propria autorità. Tuttavia, al momento non risultano riunioni o briefing del Pentagono successivi a quello del 16 aprile, quando il segretario alla Difesa Pete Hegseth è apparso pubblicamente insieme allo stesso Caine. In assenza di ulteriori conferme ufficiali- scrive Hindustan Times-non emergono quindi elementi credibili in grado di avvalorare le affermazioni dell’ex analista. Rumors, voci di corridoio, fake news o realtà? La certezza è che il Tycoon è sotto tiro e ogni sua mossa ora è fonte di analisi e commenti che non risparmiano nulla.
Iran-Usa, colloqui di pace rimandati. E Trump non ha più il bottone dell’atomica
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