In una lunga ospitata nel contenitore tv condotto da Fabio Fazio sul Nove, la prima cittadina di Genova Silvia Salis ribadisce il suo no alle primarie, la perplessità secondo la meo eletta è che le elezioni rischino di dividere il campo largo già martoriato e lacerato in più secondo la Salis ora conta il programma, non la gara tra leader.Sul mestiere di prima cittadina del capoluofgo ligure la Salis sottolinea a più riprese: “Faccio la sindaca di Genova e l’obiettivo è dimostrare di saperlo fare bene insieme alla mia giunta”. Ospite a Che tempo che fa, il programma in onda su Nove condotto da Fabio Fazio, la sindaca di Genova rivendica la centralità del suo ruolo amministrativo e prova a smarcarsi dalle letture nazionali che la vorrebbero già protagonista del centrosinistra oltre i confini cittadini. Alla domanda infatti sul possibile ruolo di federatrice del campo progressista, la sindaca taglia corto: “Sono molto concentrata sulla vita cittadina e su quello che stiamo facendo a Genova”. Lunga riflessione sul nodo delle primarie italiane. Si dice poco convinta Silvia Salis. Pur riconoscendo che le elezioni in passato abbiano rappresentato un bel modello di partecipazione, sottolinea stravolta il rischio di spaccature: “Si rischia di creare più divisione. Meglio discutere di programma e di idee concrete per la vita quotidiana delle persone”. Ed entra a gamba tesa criticando la modalità del fare priomarie: “Spesso sono una gara in cui devi convincere gli altri di essere migliore degli altri candidati. Questo può diventare un elemento di attacco da parte della destra”. E, in caso di sfida tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, la sindaca è categorica: “Non andrei a votare. Entrambi sostengono a Genova”. In ultima battuta la Salis invita a non drammatizzare per le tensioni interne al centro sinistra dicendo che l’obbiettivo rimane sempre uno: “ Stare all’opposizione e far governare la destra”. E aggiunge: “Non è necessario essere tutti uguali, ma avere lo stesso obiettivo”. Infine ne approfitta per parlare di diritto al lavoro famiglie e povertà come priorità su cui far ripartire la cittadinanza che fa fatica ad arrivare a fine mese.



