Caso de Vita, per le vittime spunta l’ipotesi di un doppio avvelenamento

martedì, 28 Aprile 2026
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Si infittisce il giallo intorno alla morte di Antonella di Ielsi e Sara di Vita madre e figlia avvelenate nel periodo natalizio. Un ultimo interrogatorio e tante ipotesi riemergono sui fatti che ancora non hanno inchiodato nessun colpevole per la morte delle due donne. Un minuto appena, davanti alla Questura di Campobasso tanto è bastato per riaccendere i dubbi su uno dei casi più oscuri degli ultimi mesi: il duplice avvelenamento da ricina che ha portato alla morte di madre e figlia pare un fatto accidentale. Se la sbriga così durante l’interrogatorio Maria la settantenne madre di Laura di Vita cugina di Gianni marito di una delle vittime. Poche parole, nessuna certezza. Alla domanda chiave su come sia finita la ricina in casa  la risposta della donna sembrerebbe netta: «Non lo so». Intanto, la figlia Laura viene descritta come “serena”, mentre resta senza spiegazione il motivo dei doppi interrogatori. Le indagini sul caso procedono senza sosta. Gli investigatori  lavorano su decine di testimonianze tra familiari e conoscenti, ma senza sbilanciarsi. L’obiettivo dichiarato è chiudere il cerchio e arrivare alla verità che purtroppo sembrerebbe ancora lontana. Vediamo i particolari e le evoluzioni. Stando alle indagini il punto più inquietante riguarda la natura del veleno. La ricina è una sostanza molto volatile, difficile da tracciare nel tempo. Il dettaglio che secondo gli inquirenti ad oggi pesa è che chi l’ha usata sapeva esattamente come agire e quando. Da qui prende forza l’ipotesi della premeditazione del duplice omicidio. Un elemento chiave è che la ricina è stata trovata nei corpi delle vittime, ma non in quello di Gianni il marito. Una differenza che complica ulteriormente il quadro investigativo. Tra le ipotesi al vaglio emerge quella di una doppia esposizione al veleno. A sostenere questa ipotesi forse la più percorribile, il legale di uno dei cinque medici inizialmente indagati. La prima possibile contaminazione risalirebbe alla cena del 23 dicembre, consumata in casa dal marito e dalle due vittime. Un dettaglio non secondario: la figlia maggiore era assente. Il suo cellulare è tuttora sotto sequestro proprio nella giornata di oggi sarà sottoposto ad accertamenti tecnici. La seconda fase nelle indagini potrebbe collocarsi il 26 dicembre, quando madre e figlia, già provate, si aggravano e tornano in ospedale. In mezzo c’è un passaggio poco chiaro cioè quello di un conoscente che con competenze sanitarie avrebbe somministrato flebo a domicilio. Un passaggio davvero fondamentale che forse avrebbe portato le due alla morte dopo poche ore. Le infusioni endovenose sono state confermate, ma restano dei nodi cruciali e dei dubbi non da poco: Da chi sono state preparate e con quali sostanze? E soprattutto, potrebbero aver avuto un ruolo nell’intossicazione? La casa intanto è sotto sequestro, sarà presto oggetto di nuovi rilievi da parte della Scientifica. Tuttavia, gli investigatori temono che eventuali prove come medicamenti e sacche per le flebo possano essere già sparite. Intanto la difesa scagiona i medici dalla responsabilità del decesso e insiste sulla pista della loro innocenza. Si pensa ora a  pverificare ogni possibile fonte alternativa di contaminazione. Intanto, slittano i risultati dell’autopsia. Gli esiti, inizialmente attesi per fine aprile, arriveranno con un mese di ritardo a causa della complessità del caso che si infittisce sempre più di quesiti e dubbi che non trovano per ora risposte. Arrivano puntuali le parole del Prefetto di Roma Lamberto Giannini che ha commentato l’operazione scattata all’alba di stamane nel quartiere di Laurentino 38 a margine della riconsegna del cantiere di Torre dei Conti al Comune da parte dei Vigili del Fuoco. In sintesi il Prefetto ha sottolineato che è stato effettuato questo sgombero necessario sia per il ripristino della legalità, sia per fare andare avanti i lavori per il recupero di circa 50 alloggi Ater. Alla domanda se ci saranno nella serata ulteriori manifestazioni Giannini si è detto fiducioso che verranno gestire in serenità, come sempre.

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