Primo Maggio i momenti clou del Concertone: da Geolier a Delia che cambia “Bella Ciao”, Landini e Schlein insieme | Video

sabato, 2 Maggio 2026
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La festa dei lavoratori ha trasformato ancora una volta Piazza San Giovanni in Laterano nel grande palcoscenico non solo dei giovani, ma anche della sinistra italiana con la presenza della segretaria del PD Elly Schlein. Migliaia di persone sotto il sole romano in una giornata densa di emozioni, provocazioni e momenti indimenticabili. Noi abbiamo vissuto la giornata direttamente dal backstage.

Primo Maggio, il racconto della musica dal backstage

Il Concertone 2026 ha regalato una scaletta lunga e variegata, con una prima parte pomeridiana dai ritmi abbastanza blandi che ha però saputo regalare momenti di vera commozione — su tutti l’apertura con l’omaggio di Arisa a Lucio Dalla con una versione meravigliosa di Futura, eseguita con quella voce cristallina che ha fatto ammutolire la piazza intera in un silenzio rispettoso e commosso.

Il pomeriggio ha poi proseguito senza particolari picchi, con una scaletta che faticava a tenere alta la tensione emotiva del pubblico. Tutto è cambiato intorno alle 20, quando l’arrivo dei big ha scatenato il delirio. Emma Marrone ha infiammato la piazza con la sua energia travolgente, I Pinguini Tattici Nucleari hanno trascinato il pubblico in un coro collettivo, ma è stato Geolier a raccogliere gli applausi più scroscianti della serata, consacrandosi ancora una volta come uno degli artisti più amati d’Italia. La grande chiusura del concerto con le emozioni de La Notte della Taranta.

Primo Maggio Concertone , i momenti clou più discussi: intervista a Delia

Il Concertone non è mai solo musica, e anche quest’anno non sono mancati i momenti destinati a far discutere.
Delia ha scelto di reinterpretare Bella Ciao in chiave universale, sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano”, trasformando l’inno della Resistenza in un messaggio che abbraccia ogni lotta per la libertà nel mondo.

“Dato tutto cio’ che sta succedendo in questi giorni, purtroppo la guerra ha spiegato ‘essere umano’ fa capire che non e’ una cosa che riguarda soltanto il passato, non e’ soltanto cio’ che e’ successo in Italia con la Resistenza. Ho voluto allargare un po’ il campo”, ha spiegato Delia subito dopo l’esibizione ma il gesto simbolico  ha diviso il pubblico.

Piero Pelù non ha usato mezzi termini: dal palco ha definito Mussolini “un morto sul lavoro sanguinario”, una battuta tagliente e provocatoria che ha scatenato reazioni immediate sui social, diventando in pochi minuti uno dei momenti più commentati della giornata.
Levante ha invece affidato il suo messaggio politico a una maglia: sul petto campeggiava in bella vista la scritta “Mattarella”, un omaggio al Presidente della Repubblica che in molti hanno letto come una presa di posizione netta nel clima politico attuale.

Le parole di Landini dopo il colloquio con Schlein

Dal backstage del Concertone, il segretario generale della CGIL Maurizio Landini – dopo un lungo colloquio privato con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein — ha mandato un segnale della convergenza sempre più stretta tra il sindacato e l’opposizione di centrosinistra anche rispetto a UIL e Cisl che invece hanno apprezzato l’ultimo decreto lavoro varato dal governo Meloni.

Sul tema del lavoro, Landini è stato netto: “Il lavoro è dignitoso quando si ha uno stipendio che permette di vivere e quando non si muore in fabbrica o nei cantieri. Oggi, purtroppo, non lo è.” E ancora: “Bisogna cambiare modello, perché quando chi lavora è povero, significa che il sistema è fallito.” Senza risparmiare stoccate al governo: “Mi sono rotto le scatole della propaganda: il decreto non mette un euro in tasca a chi lavora. Bisogna restituire il fiscal drag e aumentare i salari minimi orari.”

Sul fronte internazionale, Landini ha risposto a chi gli chiedeva di un possibile sciopero generale in solidarietà alla Flotilla abbordato da Israele in acque internazionali: “Le mobilitazioni non si minacciano, si fanno quando è il momento. Non è escluso nulla.” Sul conflitto a Gaza ha aggiunto: “Siamo di fronte a una follia. Non ci sono mai state tante guerre come adesso e quella di Gaza va fermata perché calpesta il diritto internazionale.”

La sua visione si è fatta ancora più ampia quando ha parlato di pace come condizione imprescindibile per il lavoro: “È assurdo investire nelle armi quando il Paese ha bisogno di energia e servizi. Le persone che lavorano devono prendere parola per dire no alla guerra e imporre una vera redistribuzione della ricchezza.” Nei prossimi giorni incontrerà i leader del sindacato mondiale per valutare insieme i prossimi passi.

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