Il processo mediatico su Garlasco si chiude qui. Almeno per il momento. È cominciato invece il duello tra gli avvocati di parte. «Non ci sono elementi per la revisione». «Tutt’altro, stiamo accelerando pe ottenerla». Da una parte i legali della famiglia Poggi, dall’altra quelli di Alberto Stasi. Hanno letto le stesse carte depositate dai pm di Pavia, ma sono arrivati a conclusioni opposte. Con polemiche annesse.
Ad accenderle, la nuova indagine che punta il dito contro Andrea Sempio, compagno di classe di Marco Poggi, il fratello minore di Chiara, e scagiona l’allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi, assolto per due volte e poi, dopo un rinvio della Cassazione, condannato in via definitiva. «Non ci sono realmente elementi che possano sconfessare la sentenza passata in giudicato – sostiene Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi – non vedo spazio per una revisione, né dalla consulenza medico-legale della dottoressa Cattaneo né dalla consulenza informatica di Dal Checco né dalle consulenze del Ris per quanto riguarda l’analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto»
La replica non si è fatta attendere. Per l’avvocato Giada Bocellari quella che è stata chiusa la scorsa settimana con il 415 bis, è «un’imponente e articolata attività investigativa che ha letteralmente disintegrato la sentenza di condanna del suo assistito evidenziando una serie lunghissima di nuovi elementi di prova che dimostrano l’assoluta innocenza. In più c’è il quadro offerto dall’indagine bresciana sull’ex procuratore pavese, che è spaventoso e gravissimo, avendo fortemente inciso, tra l’altro, sul diritto di Stasi di dimostrare prima la propria innocenza. Quadro – aggiunge la Bocellari – che sarà oggetto di separata valutazione e che è un tassello ulteriore per la richiesta di revisione attesa a breve».
Richiesta che per Tizzoni non ha ragione di esistere, perché dalle indagini appena chiuse non solo non sono emersi elementi nuovi, ma non è stato nemmeno scardinato l’impianto accusatorio che ha retto in giudicato e che ha indicato come colpevole Stasi. «La famosa camminata viene liquidata in una paginetta – porta ad esempio il legale – è uscita dalla scena la bicicletta nera ed è sparito quello che non piace e che non torna, aggirando così i punti centrali del processo, l’unico finora celebrato sul caso di Garlasco e che al momento, e per due volte, non ha superato la revisione». Tizzoni è convinto, dopo una prima lettura degli atti, «che la Procura di Pavia si sia accanita nel cercare di sconfessare quanto già stabilito nelle aule di giustizia e ribadisco, anche in maniera abbastanza deludente perché quello che leggo è un lavoro che può sembrare mastodontico ma che non va ad intaccare i punti cruciali della vicenda».
Nel bel mezzo c’è la Procura generale di Milano l’unica titolata a decidere se ci siano gli estremi per la revisione del processo ad Alberto Stasi sulla base della relazione del pm Stefano Civardi. È l’unico atto dell’indagine chiusa nei giorni scorsi, viene spiegato in ambienti giudiziari, sul tavolo della procuratrice Francesca Nanni e dell’avvocata generale Lucilla Tontodonati che potranno comunque chiedere ai colleghi pavesi altri atti per avere un quadro più completo. «Stiamo cominciando a studiare, è una questione complicata – spiega la procuratrice Francesca Nanni – a livello potenziale la Procura di Pavia non ha nessun obbligo, perché non c’è una norma nell’ordinamento che lo preveda, di fermarsi prima che si arrivi a una decisione nell’eventuale procedimento di revisione per Stasi che dovrà comunque incassare un parere favorevole della Procura Generale di Brescia per celebrarsi. Dunque, si potrebbe arrivare a un rinvio a giudizio, a un processo e poi a una sentenza di condanna per Sempio senza che vi sia ancora una revisione per Stasi come logica suggerirebbe dal momento che ci sarebbero due possibili colpevoli e non “in concorso tra loro”. Uno scenario che sarà evitato con ogni probabilità calibrando i tempi dei procedimenti».
«Abbiamo ricevuto una memoria di cento pagine dalla Procura di Pavia – continua – stiamo cominciando a studiare e analizzare. È una questione delicata, complicata, difficile». A chi le chiede se la decisione sarà presa in tempi rapidi, la Nanni ha replica: «Le cose vanno fatto in un certo modo», confermando quanto già detto ad aprile scorso sulla necessità di leggere con cura ogni atto e quindi sull’ipotesi di poter chiedere altri faldoni ai titolari della nuova indagine che vede indagato Andrea Sempio. Al momento la difesa di Stasi non ha presentato alcuna richiesta di revisione, che potrebbe procedere, in linea teorica, parallelamente al processo Sempio».



