Scontro in Senato dopo il question time di Meloni, opposizioni all’attacco: “Bilancio fallimentare”

mercoledì, 13 Maggio 2026
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Dopo il question time della premier Giorgia Meloni in Senato, le opposizioni hanno attaccato duramente l’operato del governo mentre la maggioranza ha rivendicato i risultati raggiunti. Lo Speciale ha raccolto le reazioni dei capigruppo e dei rappresentanti di partito, tra cui Carlo Calenda (Azione), Francesco Boccia (PD), Peppe De Cristofaro (AVS) e Massimiliano Romeo (Lega), che hanno delineato posizioni contrapposte sulla situazione economica del Paese e sulle prospettive di dialogo tra governo e opposizioni.

Questin time Meloni, il video con le reazioni di maggioranza e opposizione

Carlo Calenda ha proposto un approccio pragmatico di fronte all’emergenza economica. “Noi abbiamo fatto una proposta molto equilibrata. Abbiamo detto, mettiamo da parte le polemiche, perché abbiamo inflazione in aumento, crescita vicino allo zero, saremo quest’anno il paese col più alto rapporto tra debito e PIL”, ha dichiarato il leader di Azione. Calenda ha chiesto la creazione di una cabina di regia a Palazzo Chigi con le opposizioni, proposta che la premier ha respinto. “Molte proposte, per esempio sugli utili indebiti che fanno Terna e Enel, noi l’abbiamo fatta. Quello che serve è che qualcuno le metta in atto perché siamo in recessione e la situazione peggiorerà drammaticamente”, ha aggiunto. Sul tema della legge elettorale, Calenda si è detto contrario: “Sono proprio in disaccordo. Si parla di legge elettorale quando dovremmo occuparci di problemi seri. La esorto a prendere la legge elettorale, metterla in un cestino e lavorare sull’emergenza economica”.

Francesco Boccia del PD ha bocciato senza appello l’operato del governo. “Questo è un bilancio fallimentare. La presidente del Consiglio si aggrappa a dei numeri ma non si rende conto che quando non ti capisce il paese significa che le politiche sono sbagliate”, ha affermato. Il capogruppo dem ha elencato le criticità: “La riforma fiscale è un disastro, i salari non sono adeguati, le liste d’attesa in sanità sono aumentate, abbiamo un ministro dell’industria che colleziona solo chiusure”. Boccia ha respinto le accuse di Meloni sul tradimento delle opposizioni: “Le riforme costituzionali sono state disastrose. Su Roma Capitale il sindaco aveva chiesto garanzie sulle risorse che non sono arrivate, il PD si è astenuto perché quando le riforme non sono adeguate ci si ferma”. Sul piano internazionale, Boccia ha attaccato: “I suoi alleati danneggiano l’Italia a partire da Trump e Netanyahu, in Europa è ancora accanto a quelli che difendono il diritto di veto. Non c’è più Orban ma purtroppo c’è Meloni”.

Peppe De Cristofaro di AVS ha spostato il focus sul fenomeno migratorio interno. “Sono anni che la presidente del Consiglio parla di immigrazione e blocco navale, quando la vera grande emergenza si chiama emigrazione. Le giovani generazioni vanno via dall’Italia perché sono mal pagate, perché c’è poco lavoro e il governo non ha messo in campo nessuna strategia”, ha spiegato. De Cristofaro ha respinto le accuse di mancanza di proposte: “Le proposte ci sono, quella del salario minimo che lei ha bocciato clamorosamente. La Meloni non può presentarsi come se non avesse un passato. Ha fatto il ministro della gioventù, ha votato la legge che ha precarizzato il lavoro, ha massacrato la scuola pubblica”. Sulla legge elettorale ha aggiunto: “La Meloni propone un tavolo in maniera surreale quando le emergenze del paese sono tutto tranne che la legge elettorale”.

Massimiliano Romeo della Lega ha difeso l’operato dell’esecutivo. “Sui tavoli di confronto siamo assolutamente pronti. Il tema è che ci piacerebbe che le opposizioni presentassero qualche proposta e non solo attacchi”, ha dichiarato. Il capogruppo leghista ha rivendicato i risultati: “Il tasso di occupazione è cresciuto, il tasso di disoccupazione è diminuito, il lavoro precario è diminuito, la produzione industriale a febbraio e marzo ha registrato passi in avanti”. Romeo ha minimizzato le tensioni interne alla maggioranza: “Sono questioni fisiologiche che ci sono in qualsiasi coalizione, il governo va avanti con grande determinazione”. Sul piano casa ha concluso: “È un passo in avanti per affrontare l’emergenza abitativa e Renzi è preoccupato perché capisce che abbiamo intenzione di andare avanti a governare”.

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