Duro attacco a Matteo Salvini sulla proposta di revoca della cittadinanza agli italiani di seconda generazione che commettono reati. A margine di un evento dedicato a Marco Pannella alla Camera dei Deputati, l’ex presidente di Montecitorio Pier Ferdinando Casini e il segretario di +Europa Riccardo Magi hanno risposto alle dichiarazioni del vicepremier ai microfoni de Lo Speciale.
Revoca cittadinanza, il video con le interviste a Casini e Magi
“Ricordo solo che nel 2001, quando fui eletto Presidente della Camera notoriamente dal centrodestra, mi pronunciai a favore dello Ius Soli. Allora nessuno nella coalizione disse nulla”, ha dichiarato Casini. “Questo cosa significa? Che oggi c’è una grande regressione nella politica italiana”. L’ex presidente della Camera ha poi sottolineato il ruolo degli extracomunitari nel sistema produttivo italiano: “Se non ci fossero gli extracomunitari, che Salvini vorrebbe respingere ai margini, si fermerebbero interi settori produttivi. I nostri anziani non sarebbero curati da nessuno e nelle nostre case non ci sarebbero collaboratori. Non so cos’altro aspettiamo a vedere la realtà per quella che è”.
Casini ha concluso con un avvertimento al vicepremier: “Darei un consiglio non richiesto a Salvini: forse da me ne farebbe a meno, e lo capisco, ma guardi che lui sta seminando per Vannacci. La semina la fa Salvini, ma il raccolto lo avrà Vannacci”.
Ancora più netto il giudizio di Riccardo Magi, che ha ricordato come l’Italia abbia già una delle leggi sulla cittadinanza più restrittive d’Europa: “Nessuno lo sa e se ne parla a vanvera, ma per avere la cittadinanza bisogna già soddisfare requisiti severi: non avere precedenti penali, essere in regola con le tasse, avere un reddito minimo e parlare un buon italiano”, ha spiegato il segretario di +Europa.
“Penso piuttosto che andrebbe revocato a Salvini qualsiasi incarico istituzionale, perché una persona così non è adeguata a ricoprirlo”, ha aggiunto Magi. “Si comporta come uno sciacallo rispetto a tragedie e a situazioni di sangue drammatiche. Chi ha un ruolo istituzionale deve avere un altro contegno”, ha concluso.



