Wim Wenders ha deciso di ritirare temporaneamente dalla distribuzione il film Falso movimento (Falsche Bewegung), realizzato nel 1975, dopo le contestazioni sollevate da Nastassja Kinski riguardo a una scena girata quando l’attrice aveva appena 13 anni. La pellicola non sarà più disponibile sulle piattaforme di streaming, in televisione e nei canali di distribuzione fino a quando non verrà individuata una soluzione condivisa sul suo futuro. La decisione arriva dopo anni di richieste da parte dell’attrice tedesca, oggi sessantacinquenne, che dal 2011 chiede la rimozione di una sequenza a contenuto sessuale in cui compare a seno nudo accanto a un attore adulto. Nella scena, il personaggio interpretato da Kinski è sdraiato su un letto e viene schiaffeggiato e accarezzato dall’uomo.
Le scuse del regista
In una nota diffusa dalla Fondazione Wim Wenders, il regista ha riconosciuto le proprie responsabilità per quanto accaduto durante le riprese.
«Come unico responsabile di Falso movimento all’epoca, capisco che Nastassja Kinski avrebbe dovuto essere protetta meglio in quel momento. Per questo mi scuso con te, Nastassja, senza se e ma», ha dichiarato Wenders.
La fondazione ha inoltre confermato che è stato chiesto ai partner di streaming, televisione e distribuzione di sospendere la disponibilità pubblica del film.
Le accuse di Nastassja Kinski
L’attrice ha raccontato che la scena contestata non era prevista nel copione che le era stato presentato e che sua madre, che avrebbe dovuto supervisionare il lavoro della figlia minorenne, non era presente sul set nel giorno delle riprese. Secondo Kinski, né lei né la madre erano state informate in anticipo del contenuto della sequenza. Una versione che contrasta con quanto sostenuto in passato dai legali del regista, secondo cui la madre sarebbe stata a conoscenza della scena.
«Ovvio che mia madre non lo sapeva, non ci hanno detto nulla», ha affermato l’attrice.
Kinski ha inoltre raccontato che la sequenza venne girata più volte e che, durante le riprese, chiese di interrompere il lavoro per rifugiarsi in bagno a piangere.
«Anche se a 13 anni non sapevo ancora molto, capii che non era normale», ha dichiarato in un’intervista alla Süddeutsche Zeitung.
Il film e la scena contestata
In Falso movimento, tratto da un’opera di Peter Handke, Kinski interpretava Mignon, una ragazza adolescente muta che accompagna un giovane aspirante scrittore durante un viaggio attraverso la Germania. Tra i personaggi che incontra c’è anche un ex soldato, con il quale Mignon intrattiene una relazione. La scena oggi al centro delle polemiche mostra la giovane distesa su un letto con indosso soltanto uno slip, mentre un uomo molto più anziano, anch’egli in biancheria intima, si sdraia accanto a lei, la schiaffeggia e inizia ad accarezzarla.
Nonostante questa vicenda, negli anni successivi Kinski continuò a collaborare con Wenders. Il regista la scelse come protagonista di Paris, Texas, Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1984, e successivamente le affidò un ruolo in Così lontano, così vicino! nel 1993.
Il futuro di Falso movimento
Wenders ha spiegato che il ritiro del film non rappresenta necessariamente una cancellazione definitiva dell’opera. L’obiettivo dichiarato è avviare una riflessione più ampia sul modo in cui affrontare oggi opere cinematografiche del passato che contengono elementi controversi.
«È necessario che la nostra società trovi modalità adeguate per affrontare le opere cinematografiche controverse del XX secolo e si apra a nuovi processi di apprendimento e a prospettive inclusive in relazione ai film», ha affermato il regista.
Per questo la Fondazione Wim Wenders intende coinvolgere istituzioni culturali e cinematografiche tedesche, tra cui l’Accademia Cinematografica Tedesca e il Deutsches Filminstitut & Filmmuseum, oltre a gruppi di confronto intergenerazionali. Solo al termine di questo percorso, e dopo aver raggiunto un accordo anche con Nastassja Kinski, il film potrà eventualmente tornare a essere disponibile al pubblico in una forma condivisa.
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