Israele arresta studente diretto a Tor Vergata. “È un militante di Hamas”

giovedì, 4 Giugno 2026
1 minuto di lettura

Doveva raggiungere Roma per proseguire il proprio percorso accademico all’Università di Tor Vergata, ma il viaggio si è interrotto al valico di Kerem Shalom. Mahmoud Al Najjar, ingegnere palestinese originario di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza, è stato arrestato dalle forze israeliane mentre si preparava a lasciare l’enclave insieme a un gruppo di studenti diretti in Italia nell’ambito dei corridoi universitari promossi dal governo italiano. Secondo l’esercito israeliano, Al Najjar sarebbe un militante della brigata nord di Hamas e avrebbe preso parte agli attacchi del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele.
L’arresto è avvenuto il 2 giugno al passaggio di Kerem Shalom. In una nota, l’Idf ha sostenuto che il palestinese sarebbe stato identificato come uno degli uomini che parteciparono all’incursione di Hamas in territorio israeliano, culminata con l’uccisione di circa 1.200 persone e il rapimento di oltre 250 ostaggi. La portavoce militare Ariella Mazor ha dichiarato che Al Najjar non era semplicemente uno studente in procinto di trasferirsi all’estero, ma un «operativo terroristico di Hamas» individuato grazie alle attività investigative dell’esercito israeliano.
Da parte palestinese emerge però un quadro differente. Secondo il sito d’informazione Drop Site e i familiari del giovane, Al Najjar aveva ottenuto il permesso di lasciare Gaza dopo mesi di richieste e procedure burocratiche. Il fratello Atiyya ha confermato il fermo, spiegando che Mahmoud stava per raggiungere l’Italia grazie a una borsa di studio. Laureato in ingegneria e titolare di un master in Business Administration, aveva già pubblicato alcuni lavori accademici e si preparava a proseguire gli studi universitari a Roma.
La sua vicenda personale è stata segnata anche dalla guerra. Secondo quanto riferito dai familiari, in un bombardamento israeliano dell’ottobre 2024 avrebbe perso la moglie, quattro figli e altri parenti stretti. Al momento non risultano rese pubbliche prove a sostegno delle accuse formulate dall’Idf, mentre la famiglia afferma di non avere informazioni sul luogo di detenzione né sulle condizioni del giovane.
Il caso si inserisce nel programma dei cosiddetti “corridoi universitari” attivato dall’Italia per consentire agli studenti palestinesi di proseguire gli studi fuori dalla Striscia. Proprio nei giorni scorsi un nuovo gruppo di giovani provenienti da Gaza è arrivato nel nostro Paese. Secondo i dati della Farnesina, dall’autunno scorso sono già 229 gli studenti palestinesi accolti nelle università italiane grazie all’iniziativa sostenuta dal Ministero degli Esteri.
Resta ora da chiarire quali elementi abbiano portato le autorità israeliane a collegare Al Najjar agli eventi del 7 ottobre e quale sarà il suo destino giudiziario. Una vicenda che intreccia guerra, sicurezza e solidarietà, destinata a suscitare interrogativi anche in Italia.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.