È stata depositata alla procura di Brescia l’informativa congiunta dei carabinieri e della guardia di finanza sulle indagini condotte nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto anche l’ex pm Mario Venditti riguardante l’archiviazione di Andrea Sempio nel 2017. Secondo quanto si apprende, sull’ex pm non sarebbe emerso alcun elemento tale da avvalorare l’ipotesi di corruzione formulata a suo carico a seguito del ritrovamento del famoso appunto “Venditti GIP archivia per 20, 30”.
Dopo settimane di indagini, su mandato della Procura di Brescia, non sono emerse prove che colleghino l’ex procuratore capo di Pavia Mario Venditti al presunto “Sistema Pavia”, fatto di dinamiche corruttive e di abuso di potere, e al caso Garlasco in merito alla corruzione da parte della famiglia di Andrea Sempio. Gli attuali vertici della Procura pavese avevano coinvolto i pm bresciani (competenti a procedere in Lombardia in procedimenti contro colleghi magistrati) partendo da un collegamento con Andrea Sempio e poi allargando il raggio verso un più ampio presunto sistema corruttivo.
Stando però a nuove indiscrezioni, sarebbero emersi elementi che aggraverebbero le posizioni di alcuni avvocati e carabinieri coinvolti all’epoca nella vicenda.
Il fascicolo tornerebbe per competenza territoriale a Pavia. Dove saranno valutate le posizioni degli avvocati che seguirono il breve procedimento nei confronti di Sempio. I legali Massimo Lovati, Federico Soldani e Simone Grassi hanno infatti ammesso agli inquirenti d’aver intascato «15mila euro a testa», rigorosamente in nero, per spese legali mai sostenute, scaricandosi a vicenda le responsabilità.
Poi ci sono le posizioni di alcuni carabinieri dell’allora gruppo di polizia giudiziaria della procura pavese. Come l’ex maresciallo Giuseppe Spoto, che trascrisse male le intercettazioni perché «Venditti mi mise fretta perché doveva archiviare». E l’ex luogotenente Silvio Sapone, chiamato in causa da un’intercettazione dello scorso 3 novembre tra padre e figlio Sempio. Dice Andrea, commentando le vecchie chiamate con Sapone: «Secondo me era proprio lui che mi chiamava perché qua è lui quando mi ha proposto la roba… io metto giù, chiamo Soldani, glielo dico». La “roba”, secondo i pm sarebbe l’accordo per “comprare” l’indagine.
