Città o nuova giungla metropolitana? Un atto di estrema violenza che rasenta il cannibalismo ci porta a Bologna, dove nel week end e per l’esattezza sabato mattina intorno alle 8, in piazza Minghetti un autista della linea 96 è stato aggredito da un passeggero appena salito a bordo. L’uomo si è fermato qualche metro oltre la pensilina senza notare subito la richiesta di fermata. Il passeggero lo ha aggredito sputandogli addosso e, durante la colluttazione, gli ha staccato a morsi un pezzo di orecchio. Il conducente che perdeva molto sangue è stato soccorso immediatamente dal 118. L’aggressore è fuggito alla vista della Polizia. Le volanti delle pattuglie intervenute hanno acquisito i video di sorveglianza del mezzo per identificarlo. La caccia all’uomo è tuttora in corso. Per ora sono sparite le tracce del cannibale violento e il Comune di Bologna condanna il gesto di inaudita e inaccettabile violenza esprimendo solidarietà al conducente e ricordando che i lavoratori delle linee pubbliche della città hanno il sacrosanto diritto di operare in sicurezza, senza temere per la propria incolumità. Nessun disservizio potrà mai giustificare un gesto di barbarie simile. Queste le parole dell’amministrazione cittadina. La solidarietà all’autista vittima del gesto sono giunte anche dal sindacato di polizia Coisp che sottolinea la piena vicinanza all’autista e la richiesta di maggiore tutela per chi lavora nel servizio pubblico. L’episodio è partito da un ritardo di pochi metri alla fermata del bus ed è finito con una violenza estrema. Un disguido minimo diventato pretesto per un’aggressione brutale. Gli autisti sono la prima linea del servizio pubblico, spesso soli su mezzi affollati e sotto pressione. Telecamere e pulsanti antipanico ci sono, ma servono interventi fisici e prevenzione. Dura la condanna da tutte le parti politiche e dall’opinione pubblica, ora ci si interroga sulla sicurezza dei conducenti degli autobus spesso esposti ad atti folli, questo più di tutti. Un orecchio staccato per una fermata sbagliata. Acquisite le immagini, ora servono nomi e conseguenze punitive. La solidarietà è doverosa, ma il livello di civiltà che scende a ogni corsa è sacrosanto.



