Il Capo dello Stato esprime solidarietà ai quasi 200 feriti tra polizia e carabinieri, ma richiede un’ analisi intelligente. Questa la parola che spiazza il governo alla vigilia del Cdm sicurezza. Non usa il termine pugno di ferro. Non parla di Daspo, di esercito, di genitori da punire. Sergio Mattarella sceglie un’altra strada e da Imperia, dal Teatro Cavour dove si è aperta la 39esima Assemblea delle Province, interviene sulla guerriglia di Milano con una frase che vale più di un decreto. “Alle Forze dell’Ordine, in particolare ai quasi 200 feriti nei giorni scorsi, va la piena solidarietà della comunità nazionale. Occorre un’analisi intelligente e approfondita e va elaborata un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti”. Soggetti inediti. La parola chiave. Poi aggiunge: “Condizione che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili”. E chiude: “Ogni violenza è inaccettabile nelle città e nei borghi”. Il Quirinale parla dopo 72 ore di follia: il 17 ottobre gli scontri a margine del corteo contro il caro-vita, il 18 la seconda notte di saccheggi organizzati sui social da gruppi in nero, il 19 ancora tensione con lo striscione “Vi remigriamo tutti” esposto da giovani di destra e la replica di studenti di seconda generazione a San Carlo. In quel momento il governo è già in fibrillazione. Ieri il vertice a Palazzo Chigi con Meloni, Piantedosi e Crosetto. Oggi il Cdm che dovrebbe varare il decreto sicurezza: 500 militari in più per Milano annunciati da Salvini come vittoria della Lega, più poteri ai prefetti per vietare i cortei, stretta sui minorenni, rafforzamento di Strade Sicure. E Mattarella, senza citarlo, mette il paletto e ha detto tre cose in una. Primo: è inaccettabile. E quindi non apre a nessuna giustificazione sociologica alla vetrina sfondata. La solidarietà ai 200 feriti non è di forma, è la premessa di ogni ragionamento. Secondo: non sono i soliti. Ecco il cuore. “Soggetti inediti”. Il Presidente dice quello che i rapporti della Digos stanno dicendo da domenica: non sono black bloc, non sono centri sociali storici, non sono ultras politicizzati. Sono ragazzini di 15-16 anni, italiani e stranieri, senza casacca, senza tessera, convocati sui social come si convoca un flash mob. Se il soggetto è inedito, la risposta vecchia manganello e galera non basta. Serve intelligenza, non solo vigilanza. “Analisi intelligente e approfondita” è il codice del Quirinale per dire: fermatevi e ragionate prima di scrivere un decreto in 24 ore. Milano secondo il Capo dello Stato non ha bisogno solo di 500 soldati in più. Ha bisogno di capire perché 160 minorenni su 200 fermati hanno preferito una pietra a un telefonino.


