Da vicenda odiosa si è rapidamente trasformata in burla. D’altronde siamo pur sempre nella patria della commedia all’italiana. Sul profilo Facebook dedicato ai Tranvieri di Milano, ideato dal signor Stefralusi, crasi, evidentemente, tra nome e cognome, ex macchinista, appare l’annuncio che i prossimi bandi di concorso dell’Azienda trasporti milanesi conterranno nuovi requisiti di base tra i quali, costituiranno titolo preferenziale, l’appartenenza alla categoria degli eunuchi e dei castrati. E ancora: «Patente di guida; conoscenza della rete Atm; totale indifferenza verso qualsiasi forma di avvenenza umana di qualsiasi genere. I candidati giudicati ancora in possesso di impulsi terrestri saranno destinati direttamente alla manutenzione delle obliteratrici o alla scopatura delle gole dei binari presso l’armamento di Teodosio». C’è pure una vignetta, generata con l’IA, che esplicita meglio il concetto.
Si tratta di una risposta ironica o inopportuna, dipende dai punti di vista, alla vicenda ormai stranota e stravirale, come tutto ciò che solletica il pancino della gente. Sabato scorso una ragazza che era a bordo di un mezzo diretto a Rozzano ha notato sul telefono di un passeggero vicino una chat di un gruppo chiamato “Ticinese staff” sulla quale si susseguivano foto di ragazze e commenti sessisti e volgari. Le immagini però, secondo la ragazza, sembrano estrapolate da alcune riprese di telecamere di sorveglianza, all’insaputa delle protagoniste. Questa, se accertata, sarebbe di una grave violazione della riservatezza. Come ha raccontato la testimone che ha affidato la denuncia a un post, lo smartphone era tra le mani di un uomo che indossava la divisa dell’Atm. Alla ragazza è apparso come un autista in pausa che scambiava messaggi con quelli che, ha pensato, potessero essere alcuni colleghi. La segnalazione, ovviamente, ha fatto il giro del web in poche ore. Come facilmente immaginabile, la faccenda è finita al vaglio dell’ufficio personale dell’azienda.
Ma intanto, il signor Stefralusi, il cui profilo su Facebook vanta oltre 24mila seguaci, ha parlato al Corriere della vignetta precisando subito però che non c’entra con le persone coinvolte anche se per lui questa è satira pura. Nei commenti che seguono nell’arena del profilo c’è chi critica aspramente l’iniziativa e chi invece bacchetta la ragazza impicciona, perché ha sbirciato sul telefono di un altro passeggero.
Poi al Corriere dice la sua: «La vignetta è un pretesto per criticare le ultime dichiarazioni del sindaco Sala perché lui non ha mai voluto partecipare alla vita dei tranvieri. Per la tutela dei dati, io do pienamente ragione ad Atm. Ma è stato un errore rubare quelle immagini dalle telecamere di sorveglianza. Le riprese non devono uscire. La ragazza doveva denunciare l’accaduto a un responsabile dell’azienda. L’avrebbe ricevuta subito». L’Azienda, in una nota, precisa di aver aperto già domenica una indagine interna e si è prontamente attivata con la massima attenzione «per fare piena luce sull’episodio, per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città. Crediamo fermamente nel rispetto come valore fondante e non negoziabile. Agiremo in ogni sede opportuna rispetto a qualsiasi irregolarità commessa».



