È partita alle 8:30 di venerdì 19 giugno la seconda prova scritta della Maturità 2026. Dopo il tema di italiano di ieri, 527.607 studenti su tutto il territorio nazionale sono tornati sui banchi per l’esame più atteso del percorso scolastico. Nel solo Nordest, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, coinvolti circa 50 mila ragazzi. Nel Friuli: 2.300 candidati a Udine, 2.393 a Pordenone, 1.637 a Trieste, 542 a Gorizia, 416 a Monfalcone. Il Classico ha scelto Quintiliano: dalla “Institutio Oratoria” un brano sulla musica come fondamento per la formazione del perfetto oratore. Non più solo traduzione dal latino, ma comprensione, analisi linguistica e riflessione personale. Quintiliano torna allo scritto dopo il 2013. Allo Scientifico mix di matematica pura e realtà. Due problemi: uno sull’andamento del livello dell’acqua del lago di Bracciano, l’altro su studio di funzione. Otto quesiti che spaziano da probabilità e combinatoria applicate a pallavolo, scopone e al gioco “Cover the spot”. A colpire il Nordest è il quesito sul terremoto del Friuli del 1976, inserito a 50 anni dal sisma: dati e competenze geometriche per tenere viva la memoria storica. Citato anche Einstein: “Nella misura in cui i teoremi della Matematica si riferiscono alla realtà, non sono certi, e nella misura in cui essi sono certi, non si riferiscono alla realtà”. Durata 6-8 ore, 20 punti in palio. Cambia il colloquio: niente più “spunto” a sorpresa dei prof. Si parte da una riflessione personale sul percorso, col supporto del “curriculum dello studente”, sport, volontariato, esperienze di lavoro. Poi 4 materie fisse per indirizzo, educazione Civica su Costituzione e sostenibilità. Tolleranza zero per chi rifiuta di rispondere: anche con 60 punti si è bocciati. La Maturità 2026 cambia nel metodo. Il Ministero spinge su due fronti: competenze reali e memoria. Quintiliano sulla musica e il sisma del Friuli sono tracce che chiedono ai ragazzi di ragionare, non solo calcolare. È un segnale: l’esame vuole formare cittadini, non ripetitori. Il nuovo colloquio, senza spunto a sorpresa, mette al centro il percorso dello studente. E la bocciatura automatica per chi protesta segna la linea del governo: esame serio, niente gesti simbolici.



