È morto Igor Protti, calciatore di Livorno, Messina, Bari, Lazio e Napoli. Aveva 58 anni. A dare la notizia è stata, attraverso i social, la famiglia. «Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che, come da sue volontà, condividiamo: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”. Per chi volesse porgere l’ultimo saluto dalle 15 di oggi si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, via della Rimembranza», ha precisato poi la famiglia. L’ultima apparizione in pubblico di Protti è stata a fine maggio, quando ha commosso tutti accompagnando la figlia all’altare, visibilmente provato per via di un cancro al colon.
Soprannominato lo Zar, vanta un singolare primato: è stato l’unico giocatore, insieme a Dario Hubner, a ottenere il titolo di capocannoniere in Serie A, con la maglia del Bari; in Serie B e in Serie C1, con quella del Livorno, e l’unico nella storia a laurearsi capocannoniere della Serie A giocando per il Bari, poi retrocesso. Nel 2007 ricevette la cittadinanza onoraria di Livorno e di Bari.
Detto anche il bomber delle province, era malato da tempo. Era stato lui stesso a raccontare pubblicamente la malattia scoperta, purtroppo in ritardo, nel giugno scorso e il successivo aggravamento, con l’estensione del tumore alle vertebre che lo aveva costretto a ulteriori cure tra chemioterapia e radioterapia. Attaccante di “razza” come non se vedono più sui campi di calcio, generoso e uomo profondamente legato ai valori dello sport, Protti rappresenta una delle figure più amate degli ultimi decenni. Nato a Rimini nel settembre 1967, cresce calcisticamente sotto la guida di Arrigo Sacchi, che lo lancia nel calcio professionistico con la squadra cittadina. Dopo le esperienze a Livorno e Virescit Bergamo, esplode con il Messina in Serie B prima del grande salto. La stagione che lo consegna alla storia è quella 1995-96 con il Bari. Nonostante la retrocessione dei pugliesi, Protti realizza 24 reti e conquista il titolo di capocannoniere della Serie A insieme a Giuseppe Signori, impresa mai riuscita prima a un giocatore di una squadra retrocessa. Da lì il passaggio alla Lazio, con la conquista della Supercoppa Italiana. La parte più romantica della sua carriera è però legata al Livorno, città che lo adotta come simbolo. Scende fino alla Serie C1, trascina gli amaranto con i suoi gol e, insieme a Cristiano Lucarelli, contribuisce alla storica promozione in Serie A. Soprannominato “Zar”, per via della sua ferocia agonistica in campo e per la precisione sotto porta, tale da paragonarlo allo zar Ivan il Terribile, diventa una vera e propria bandiera del club toscano. Ma oltre ai numeri restano il suo carattere, l’impegno nel sociale e l’affetto ricevuto da tifosi di ogni squadra.



