Il portavoce Mario Colamarino e le tre artiste ambassador attaccano duramente Roberto Vannacci dopo le dichiarazioni sulla comunità LGBTQ+. La scintilla è scoccata dopo che l’eurodeputato e leader del partito Futuro Nazionale, ospite dalla Gruber su La7, aveva sostenuto che i membri della comunità LGBTQ+ in Italia godono degli stessi diritti di tutti gli altri cittadini, portando come esempio il fatto che “possono guidare e andare al pronto soccorso”. Parole che hanno provocato la reazione immediata del Roma Pride in occasione della presentazione della parata che si svolgerà domani, 20 giugno.
Vannacci, noto per le sue posizioni molto radicali sui temi dell’identità di genere e dell’immigrazione, aveva già definito in passato, sul suo primo libro “Il Mondo al contrario” gli omosessuali “non normali”. Le sue dichiarazioni più recenti si inseriscono in un quadro più ampio che include il tema della cosiddetta “remigrazione”, evocato nel discorso alla platea di Futuro Nazionale e fortemente avverso dalla comunità LGBTQ+ più vicina al fronte progressista del campo largo.
La risposta del Roma Pride a Vannacci
“Quella di Vannacci non è una semplice dichiarazione, è una presa di parola come leader politico”, ha dichiarato il portavoce del Roma Pride, Mario Colamarino. “Parla di remigrazione, che significa solo una cosa: deportazione. Noi non vogliamo che l’ICE o corpi assimilabili arrivino in Italia”. Colamarino ha sottolineato la necessità di “una battaglia culturale per smontare le bufale che dice”, aggiungendo: “In un Paese normale una persona che definisce gli omosessuali ‘sbagliati’ non verrebbe nemmeno presa in considerazione nei programmi tv. L’unico modo che abbiamo per combattere le sue idiozie è essere noi stessi, non cedere di un millimetro e allearci con la politica che ci ascolta”.
Altrettanto nette le posizioni delle tre artiste ambassador dell’edizione 2026, Francesca Michielin, Margherita Vicario e Levante. “Le cose che vengono dette sulla remigrazione non hanno alcuna base di dati reali, si basano sull’ignoranza perché non c’è nessuna invasione”, ha dichiarato Michielin. “Ringraziamo Dio che arrivano persone, visto quanto l’Italia sta invecchiando. Da grandi privilegi derivano grandi responsabilità e il generale Vannacci usa i propri poteri in maniera sprezzante”.
Margherita Vicario ha scelto un approccio diverso, mettendo in guardia dal sottovalutare la portata del fenomeno: “Non mi sento di liquidare tutto come idiozie o str*nzate, non credo sia la strada giusta. Li riconosco piuttosto come pensieri profondamente violenti e pericolosi che purtroppo attecchiscono su una popolazione ignorante, stanca e sballottata da quindici anni di dinamiche social. Siamo davanti a un terremoto reale e attualissimo”.
Levante ha spostato l’attenzione sulla capacità di penetrazione di certi messaggi al di fuori delle grandi città: “Non so se si tratti di ignoranza o di furbizia, ma Vannacci riesce a manipolare le persone sfruttando il razzismo che le abita. Spesso pensiamo che grandi centri come Milano o Roma siano liberi, ma la violenza sulla comunità è ovunque”. L’artista siciliana ha poi indicato le scuole come terreno prioritario di intervento: “Il lavoro che dobbiamo fare, anche attraverso il Pride, è rompere gli schemi, andare a infastidire fuori dal nostro perimetro sicuro lasciando la confort zone. Bisogna accettare l’identità e la libertà di ognuno: per me la parola inclusione non esiste, esiste solo il non escludere nessuno”.
Il percorso della parata di sabato 20 giugno
La parata prenderà il via alle 15.00 da Piazza della Repubblica e attraverserà il centro storico lungo Via Cavour, Piazza Santa Maria Maggiore, Via degli Annibaldi e il Colosseo, per concludersi alle Terme di Caracalla. Qui si terranno gli interventi conclusivi e sarà aperta la Pride Croisette, il villaggio della manifestazione ad accesso gratuito. Attesi decine di migliaia di partecipanti da tutta Italia e dall’estero, con oltre trenta carri al seguito.
Il tema dell’edizione 2026 è “La Repubblica è chi la abita”, titolo tratto dal manifesto ufficiale firmato dalla vignettista Ellekappa. Ad aprire il corteo sarà il carro del Coordinamento Roma Pride, ispirato proprio a quel manifesto e dedicato ai temi della cittadinanza e dell’uguaglianza. Subito dietro sfilerà il carro del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, incentrato sul tema della pace.
Tra i carri più attesi figurano “Dio, Patria e Amanti”, che usa la satira per ribaltare gli stereotipi, e quello di Muccassassina, realizzato con il Teatro Sistina e ispirato a Priscilla – La Regina del Deserto, con una scenografia alta oltre sei metri e costumi originali. Per la prima volta nella storia della manifestazione sfilerà anche un carro a motrice elettrica costruito con materiali riciclati.



