Nasce il progetto EUROPA, un modello di intelligenza artificiale open source progettato per superare i 400 miliardi di parametri e supportare tutte le 24 lingue ufficiali dell’Unione europea.
L’Europa prova a scuotersi dal torpore tecnologico e lo fa con una scossa che parla (anche) italiano. Nella corsa globale all’intelligenza artificiale, finora dominata dai giganti della Silicon Valley e dai colossi cinesi, Bruxelles ha deciso di calare il suo asso. La Commissione europea ha infatti selezionato il progetto EUROPA, un consorzio guidato dall’azienda italiana Domyn (realtà già nota come iGenius), come vincitore della Frontier AI Grand Challenge.
Per l’innovazione continentale si tratta di un vero e proprio mandato politico e industriale: costruire l’alternativa europea a ChatGPT e soci.
La sfida: 400 miliardi di parametri contro il monopolio USA
Lanciata nel febbraio 2026, la Grand Challenge di Bruxelles aveva un obiettivo quasi proibitivo: invitare i migliori innovatori europei a proporre un foundation model (un modello di intelligenza artificiale di grandi dimensioni) con oltre 400 miliardi di parametri. Una scala monumentale, finora riservata quasi esclusivamente alle Big Tech americane.
Il progetto EUROPA utilizzerà questa impressionante potenza di calcolo per colmare il più grande limite dei modelli commerciali oggi sul mercato: la sbilanciata ottimizzazione verso la lingua inglese. Il nuovo LLM (Large Language Model) europeo nascerà infatti per comprendere, tradurre e generare contenuti in tutte le 24 lingue ufficiali dell’Unione, rispettando le sfumature culturali e linguistiche del Vecchio Continente.
Per farlo, Bruxelles ha messo sul piatto i “muscoli” della propria infrastruttura: il consorzio riceverà fino al 2,5% della capacità di supercalcolo EuroHPC per un anno. Si tratta di una delle più grandi allocazioni di calcolo IA mai concesse nella storia dell’Unione.
La svolta strategica: perché l’Open Source fa paura ai giganti
La vera chiave di volta del progetto EUROPA risiede in una parola: open source. A differenza dei sistemi blindati e proprietari di OpenAI o Google, il modello europeo sarà liberamente accessibile.
“L’Europa può guidare l’IA avanzata alle proprie condizioni. Dimostreremo che possiamo competere con i migliori restando fedeli ai nostri valori di apertura, fiducia e autonomia strategica.”
— Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica
La scelta dell’open source risponde a tre precise esigenze strategiche:
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Trasparenza algoritmica: Il codice sarà verificabile, in linea con il rigido impianto normativo europeo (AI Act).
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Democratizzazione: Startup, università e aziende non dovranno pagare costose licenze oltreoceano per innovare.
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Sicurezza dei dati: I dati sensibili non viaggeranno su server extra-UE, garantendo la sovranità digitale.
I benefici per aziende, ricerca e Pubblica Amministrazione
Le ricadute pratiche di questa “via europea all’IA” si preannunciano massicce e trasversali:
| Settore | Potenziale impatto del modello EUROPA |
| Imprese e Industria | Sviluppo di applicazioni verticali per manifattura, sanità, finanza ed energia senza dipendere da fornitori esteri. |
| Ricerca e Università | Accesso libero a un modello di frontiera per accelerare studi scientifici senza i costi proibitivi delle piattaforme private. |
| Pubblica Amministrazione | Automazione e servizi ai cittadini digitalizzati nel pieno rispetto della privacy e delle norme comunitarie. |
Da parte di Domyn, il commento arrivato via social descrive perfettamente la portata dell’impresa: “L’Europa intende rafforzare la propria capacità di sviluppare tecnologie strategiche su infrastrutture europee. Siamo orgogliosi di assumerci questa responsabilità”. La sfida ai signori dell’IA è ufficialmente aperta, e questa volta l’Europa non farà solo da arbitro.



