Vaticano, arriva la scomunica per la Fraternità San Pio X

giovedì, 2 Luglio 2026
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Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha dichiarato lo stato di scisma formale della Fraternità Sacerdotale San Pio X e comminato la scomunica latae sententiae a sei vescovi, tra cui il superiore generale Alfonso de Galarreta, dopo la consacrazione episcopale di quattro presbiteri avvenuta ieri in Svizzera senza mandato pontificio. Il decreto, firmato dal prefetto cardinale Victor Fernandez, certifica la rottura definitiva con Roma a trentotto anni dalle prime ordinazioni non autorizzate del 1988.

Il documento vaticano ricostruisce una cronistoria di tentativi falliti di riconciliazione, sottolineando come “dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da Mons. Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani”. Le ordinazioni di ieri sono definite da Roma una “aperta violazione del diritto canonico”. Dunque non è bastato l’appello di Papa Leone XIV per evitare lo strappo.

Vaticano, dopo l’appello a vuoto di Papa Leone XIV arriva lo scisma

Il decreto elenca nominalmente i colpiti dai provvedimenti canonici. “Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste”, si legge nel decreto. Insieme a de Galarreta, sono colpiti dalla scomunica i quattro neo-consacrati: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Scomunicato anche il vescovo Bernard Fellay, che ha partecipato alla cerimonia come conconsacrante, “aderendo così pubblicamente all’atto scismatico”.

Il documento estende le conseguenze canoniche anche ai fedeli laici. “Sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X alle condizioni stabilite nella Nota esplicativa del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996”, precisa il decreto. La Santa Sede avverte inoltre che “i ministri sacri della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi”.

Pur nella fermezza del provvedimento disciplinare, il Dicastero lascia aperta la porta alla riconciliazione. “La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione”, si legge nel testo. I Nunzi Apostolici, viene precisato, “disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi”. Il documento si chiude con un’esortazione diretta all’insieme dei fedeli cattolici: “Rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa, astenendosi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X”.

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