Ci sono volute quarantott’ore agli inquirenti per identificare la principale sospettata dell’esplosione avvenuta nel Principato di Monaco lunedì scorso. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa il procuratore aggiunto monegasco, Morgan Raymond, secondo cui la donna aveva dei complici e sarebbe già arrivata in Germania, a Francoforte, dove risiede. È una donna di nazionalità ucraina di 39 anni, di nome Anastasia Berezovska, che non avrebbe agito da sola. Su di lei pende un mandato di arresto internazionale. L’inchiesta giudiziaria si è concentrata anche sulla presenza in loco di eventuali complici. Il modus operandi sembra indicare, infatti, che la persona che abbia piazzato l’ordigno non abbia agito da sola. Altre due persone di sesso maschile sono state fermate nei giorni scorsi, ma nulla finora ha permesso di stabilire la loro complicità.
Secondo gli elementi in mano agli inquirenti, la famiglia colpita, quella dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, stava tornando da una cena in riva al mare al momento dei fatti. La sospettata avrebbe estratto un pacco nascosto in una borsa, prima di recarsi all’ingresso dell’edificio per verificare l’identità delle vittime. L’ordigno sarebbe stato poi azionato tramite un telecomando.
L’oligarca è rimasto gravemente ferito, ma ormai fuori pericolo come il figlio tredicenne, ustionato e sbalzato per oltre 15 metri dall’esplosione, mentre resta in prognosi riservata la compagna Ermolaev e madre del ragazzo, Anna Nasobina, 46 anni.
La sospettata, una donna bruna con i capelli lunghi fino alle spalle, compare in due foto diffuse insieme al comunicato della procura, dove indossa una maglietta a maniche corte a righe bretoni che lascia intravedere un tatuaggio sulla parte superiore del braccio destro, serpente. Le prime immagini di videosorveglianza mostravano quello che a prima vista sembrava un uomo, che indossava un berretto nero e abiti larghi. Un’analisi più approfondita delle registrazioni ha permesso di individuare diversi passaggi della stessa sagoma, vestita con un abbigliamento identico e con la stessa borsa, alcuni giorni prima nel principato. Questa identificazione ha anche permesso di risalire a un veicolo immatricolato in Germania, un’auto a noleggio individuata a Monaco. Il tracciamento del suo percorso ha permesso di ricostruire il suo viaggio verso l’Italia, via Ventimiglia, poi attraverso diversi paesi europei, fino al suo ritorno a casa in Germania.
La Berezovska è ricercata dalle autorità monegasche per tentato omicidio, deposito con intento criminale di un ordigno esplosivo su strada pubblica e associazione per delinquere, che equivale a una richiesta internazionale di arresto. Parla il tedesco.



